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UOMO E DONNA DIO LI CREO' – E furono una cosa sola

 

PROLOGO

 

Storia della Famiglia...

Parafrasando la parabola del Buon Samaritano (Lc 10, 30 ss.)

 

La famiglia scendeva da Gerusalemme a Gerico per le vie tortuose della storia, quando incontrò i tempi moderni. Non erano più briganti di altri, ma si accanirono contro la famiglia. Le rubarono la fede, che più o meno aveva conservato, poi le tolsero l’unità e la fedeltà, la serenità del colloquio domestico, la solidarietà con il vicinato e l’ospitalità per i viandanti e i dispersi.

 

Passò per quella strada un sociologo e disse: «E’ morta».

Passò uno psicologo e disse: «Era oppressiva. Meglio che sia finita».

La incontrò un prete e la sgridò: «Perchè non hai resistito? Forse eri d’accordo con chi ti ha assalito?».

 

Infine passò il Signore, che la vide e ne ebbe compassione e si chinò su di lei lavandone le ferite con l’olio della sua tenerezza e il vino del suo amore.

Se la caricò sulle spalle e la portò alla Chiesa, affidandogliela, dicendo: «Ho già pagato per lei tutto quello che c’era da pagare. L’ho comprata con il mio sangue. Non lasciarla sola sulla strada in balìa dei tempi. Ristorala con la mia parola e il mio pane. Al mio ritorno vi chiederò conto di lei».

 

Quando la famiglia si riebbe, si ricordò del volto del Signore e, guarita dalla sua solitudine egoista e dalle sue divisioni, decise di fare altrettanto e di fermarsi accanto a tutti i malcapitati della vita per assisterli e dire loro che c’è sempre un amore vicino a chi soffre ed è solo.

 

 

Introduzione di Padre Pio

  

Dal libro della Genesi (1, 26-28.31)

 

E Dio disse: «Facciamo l’uomo a nostra

immagine, a nostra somiglianza...»

 

Dio creò l’uomo a sua immagine...

Maschio e femmina li creò;

Dio li benedisse e disse loro:

«Siate fecondi e moltiplicatevi...»

 

Dio vide quanto aveva fatto, ed ecco,

era cosa molto buona.

E fu sera e fu mattino: sesto giorno.  

  

Tutto quel che è scritto è stato ricevuto in spirito e verità, ma si lascia al lettore la facoltà di credere, di valutare, di criticare anche, sempre tuttavia tenendo conto la buona fede di chi ha fatto il lavoro.

 

Nella seconda parte di queste pagine, sono riportati i discorsi sulla Famiglia dei Papi Giovanni Paolo II, Benedetto XVI e del cardinal Tettamanzi, ai quali l’opera si è ispirata per comporre tutto il resto, la mostra e gli incontri, sotto la guida di santi e angeli protettori del gruppo di preghiera.

 

Buona lettura!

 

Padre Pio, servo e prete di Dio!

 

  

 

Di seguito alcuni messaggi tratti dal libretto:

 

 

«Il mio diletto è per me e io per lui...»

Dal Cantico dei Cantici (2, 16)

 

«Ti fidanzerò con me nella fedeltà

e tu conoscerai il Signore...».

Dal libro del profeta Osea (2, 22-23)

 

 

Gesù affida il mandato alle donne

San Giovanni Rotondo, 21/10/2002

 

Padre Pio: ...Sì, care figlie mie, le donne di Gesù Gli stavano appresso, in disparte dagli uomini, per la condizione di sudditanza che nella società di allora vigeva; ma Gesù le amava più degli uomini, se così si può dire, dato che il Suo Amore è davvero infinito.

 

Ebbene, mie care, io vi sento a me vicine e desiderose di onorare Gesù e di amarlo come Egli merita. Io sono solo un Suo umile servitore, ma vi voglio portare a sentirLo nel cuore per sempre. Egli anela di conquistarvi, per non abbandonarvi mai più.

 

...Pace sia in voi, creature mie, non abbiate timore di affidarGli il vostro cuore, nulla Egli toglierà ai vostri affetti più cari, ma vi donerà una chiarezza, una miglior comprensione, un grande senso di abnegazione e, infine, la gioia e la pace di servire Lui in loro, di amare Lui in loro, di onorare Lui in loro, nelle vostre famiglie, nel vostro lavoro quotidiano.

 

O care sorelle in Cristo Gesù, ora ascoltiamoLo insieme, Egli viene a voi così, semplicemente, senza altro scopo che di aprirvi ancor più all’Amore:  

 

 

Sono Gesù Cristo, Redentore e Signore del mondo, ma a voi, figlie, sorelle, spose care Mie dilette, Io mi presento come allora, come quel Nazareno che entrava nelle case e sedeva alla mensa dei suoi amici.

Io sono ancora così e con tutto l’Amore vi voglio donare Me stesso.

 

Oggi in particolare, a voi – le Mie donne – mi presento perchè ho in animo di darvi il mandato:

Sì, perchè anche l’uomo ha bisogno di ritrovare se stesso attraverso di voi, che avete capito che il senso della vita si può solo trovare in questo Mio cuore immacolato e pieno d’Amore, e che le leggi dell’Eterna Sapienza sono misconosciute, ma scritte dentro nei cuori.

 

A voi, Mie care donne, Io affido il compito grande di riproporre nelle vostre vite il modello di Maria, la Madre Nostra Celeste, che vi ama profondamente e vive – anche nelle vostre vicende – la sua vita di allora e di sempre.

 

Perchè, voi non credete che Ella sia ancora in cammino con Me? O care, Ella è la Corredentrice ed Io le affido incarichi particolarmente difficili: dove neppure Io riesco a vincere le ritrosìe, Lei ci riesce in virtù dell’amore materno.

 

Ebbene, voi che lo conoscete, voi sapete come arrivare al cuore dell’uomo, nel candore, con senso di giustizia, con la delicatezza che contraddistingue la vostra natura... ed Io vi sosterrò e vi amerò fino alla fine dei tempi.

 

Onore alla donna, onore alla madre! Onorate le vostre famiglie con la vostra gioia e la vostra pace, che ora Io vi dono con la Mia benedizione... nel nome del Padre e Mio e dello Spirito Santo Consolatore... andate e recate la lieta novella.

 

Io sono per sempre il vostro Gesù Nazareno!

 

  

 

«Hai figli? Educali

e sottomettili fin dalla giovinezza.

Hai figlie? Vigila sui loro corpi

e non mostrare loro un volto

troppo indulgente...»

Dal libro del Siracide (7, 23-24)

 

 

Ai genitori di figli in crisi...

 

Padre Pio: ...Capisco, cari, quando non riuscite a vedere progressi e vi ritrovate a pensare: “Ma dove ho sbagliato?”

Io vi dico che voi, in buona fede, non avete sbagliato, ma è sbagliato il mondo che oggi propone modelli di riferimento fasulli, che traggono in inganno i nostri ragazzi.

 

Qualcosa però si può fare affinchè la situazione generale migliori: occorre pregare, offrire e patire per amor di Gesù e Maria!

Infatti i due Cuori Immacolati prendono in Se stessi le nostre pene e le trasformano in Amore donato ai figli, senza pretese, senza altro pensiero che renderli pienamente partecipi della venuta del Regno di Dio sulla Terra.

 

Ed è imminente, sapete? Non passeranno anni o decenni, ma presto... e il tempo dipende ancora da voi, miei cari: se asseconderete gli eventi e farete come vi dice la Madre Celeste, avrete la gioia ineffabile di assistere all’evento di un’alba di Luce nel mondo mai vista prima. E questo farà sì che i vostri figli risorgeranno dalle loro povere esistenze, per affermare di esser diventati discepoli di Gesù Cristo.

 

O non disperate, lo vedrete tutti il cambiamento tanto auspicato e lo vedranno anche loro, i vostri figli; ma, come si dice, ora occorre darsi da fare e, badate bene che non sono solo parole queste: io metto in gioco tutto me stesso e vi dono la mia buona volontà per aiutare gli eventi, ma anche voi ci dovete metter la vostra...

 

Coraggio, non pensate più, agite... e sapete come? Nel raddoppiare gli sforzi, ma non nella direzione di sempre, bensì nel cercare di staccarvi dai vostri figli un poco di più... e poi ancora di più, dal loro quotidiano modo di vivere.

Una volta che sentiranno la responsabilità del loro agire, troveranno la vera strada...  

 

 

La famiglia, senza Dio, non regge

1/08/2004

 

Padre Pio: ...I trattati tecnici (degli esperti) valgono fino a un certo punto: èoggi si dibatte, si parla e intanto tutto si sfalda perchè non si mette Dio nella famiglia e non si capisce il valore del Sacramento cristiano.

 

Dio unisce e non spetta all’uomo separare... (Mt. 19, 4-6)

 

Sì, cari, dolenti note gravano ancora sulle famiglie: è stato sferrato un attacco satanico che ha coinvolto e sconvolto l’equilibrio precario di tante famiglie; ma non temete, il danno già fatto non produrrà altri effetti perchè l’opera di paziente ricostruzione dei sentimenti migliori avrà modo di agire e, ove possibile, riparare.

Tenendo conto di ogni differente situazione, si produrrà una benefica ondata di risanamento generale, che potrà dare i suoi frutti nel tempo.

Questo è il lavoro di nostra Madre, la Madre Celeste, protettrice della famiglia. Pace e bene!

 

  

Occorre pregare per il bene dei figli...

29/11/2004

 

Gesù: ...Vi chiedo, cari, di pregare per tutte le famiglie del mondo che si trovano in condizioni difficili o di separazione. Occorre pregare per il bene dei figli, perchè non si abbia un’altra generazione con sentimenti inariditi e impoveriti dei veri valori.

Ogni offerta sarà gradita, ogni gesto d’amore non andrà sprecato.

Vivete questo Tempo d’Avvento come un’offerta continua alla Misericordia di Dio. Egli la serberà per riversare grazie, tante grazie, sui più bisognosi e su coloro per i quali pregate. Pace sia in voi!  

 

 

L’angelo rispose a Maria:

«Lo Spirito Santo scenderà su di te,

su te stenderà la sua ombra la potenza

dell’Altissimo. Colui che nascerà

sarà dunque santo e chiamato Figlio di Dio».

Dal Vangelo secondo Luca (1, 35)

 

 

MADRE è Colei...

14/01/06

 

Gesù… Aiutate tutte le creature a non compiere atti contro la Vita, ma ad accoglierla, a custodirla e amarla per sentirsi veramente “madri”…

 

Madre è Colei che, col suo “Sì”, mi permise di nascere in terra.

Madre è Colei che mi seguì fin sotto la Croce.

Madre è Colei che mi accolse tra le sue braccia dopo la deposizione e

Madre radiosa fu Colei cui andai incontro da Risorto per compensarla di tanto dolore condiviso e patito.

E, infine, fu Madre affidata a Giovanni e consegnata a tutti i figli – nati da donna sulla Terra – affinché da Corredentrice li portasse nel seno e alla salvezza.

 

Ed ora questo senso della maternità come si esprime?

Con il rifiuto di tante donne alla Vita, a vivere anche la maternità dolorosa di Maria.

Ma questo dolore - che il mondo non vuol riconoscere - ricade ugualmente su di esse e la coscienza delle creature, ormai risvegliata, non può che innalzare il grido di aiuto rivolto al Padre, alla Madre e al Figlio perchè si liberi la Vita, si dia valore alla Vita, si ascolti il soffio di Vita… e che non si dia mai più la morte alla Vita nascente.

 

E, così come noi li sentiamo, si ascolti pure il grido degli innocenti, che offron se stessi in nome della Vita. Ed è proprio dal sangue innocente che rinasce la Vita e scaturisce la Mia Volontà di ridare alla Vita in Terra il suo giusto e sacrosanto valore.

 

Perciò vi ho chiamati all’appello, per partecipare al rinnovamento generale di aiuto alla Vita, già in atto in ogni parte del mondo, ad onta del rifiuto che certa parte di società umana ancora propone a modello… oh, non di vita, ma di morte!

 

Considerate la Verità della Vita, ascoltate la voce del cuore;

liberate le coscienze, o donne, e avrete anche salva la vostra vita,

e avrete tutto l’aiuto concreto per generare la vita,
e avrete la Provvidenza ad aiutarvi nelle difficoltà,

e avrete ridato fiducia anche all’uomo d’oggi,

che ha smarrito il senso della Vita, poiché glielo

avete negato, affermando il presunto diritto

di essere voi sole le depositarie della vita,

mentre invece scegliete di dare la morte alla Vita!

 

O donne, svegliate le vostre coscienze, ascoltate la voce del

cuore e andate incontro all’Amore: IO sono L’AMORE…

E vi aiuterò strada facendo e vi consolerò se la vita nascente
non sarà perfetta e vi benedirò ogni volta che avrete

contribuito a salvare una vita.

 

E vi proteggerò quando la vita sarà in pericolo

e vi guarirò dalle ferite inferte contro la Vita,
così come ho guarito tante donne che, ormai purificate,
comprendono il dono della vita e ora sentono di donare
la loro vita per affermare il diritto alla Vita.  
Io vi concedo tutte le attenuanti, se nel vostro passato
avete distrutto la vita, poiché non eravate consapevoli,

ma oggi vi chiedo di difenderla e affermarla

in ogni sua manifestazione,

perché LA VITA E’ DONO DI DIO!

 

E’ libera scelta, voi dite? Ma ancor non vi rendete

conto di procurare a voi stesse rimorso e dolore

ed Io, il Consolatore, vi domando:

E’ così che amate la Vita?”

Se le circostanze non mettono in conto di dare la vita,
perché non venire a Me e riporre in Me fiducia?

 

Oh, creature, Io vi aiuterò, Io vi salverò e salveremo

insieme la vita nascente che, come l’alba del primo

mattino, si affaccia per donare a tutti il suo fulgore

e la gioia di essere nati e di offrire al mondo la

luce, la pace, la grazia.

 

O creature, amate la Vita, non rifiutate la Vita,

accogliete la Vita, accoglietela e abbracciate
idealmente, da subito, quel bimbo innocente

che chiede di venire al mondo e di compiere

la sua esperienza e missione di vita.

 

O sì, abbracciate la Vita e non più la morte:

Io l’ho già fatto per voi tutti di offrire Me stesso

in olocausto per la vostra salvezza.

 

Vivere la piena realtà della vita significa andare

oltre le convenzioni proposte da un modello
di società umana ormai superato.

 

Io vi chiedo ora di ridare alla Vita e alla Famiglia

il vero valore della verità insita nel cuore

e nell’anima di ogni creatura.

Io sono il vostro GESU’ NAZARENO,

autore col Padre e lo Spirito Santo, di ogni vita

in Terra. Amen.  

 

 

Come si vive l’attesa di un bimbo

 

Padre Pio... Il tempo di attesa di un bimbo è denso di significati: c’è la dolcezza di sentire il bambino muoversi dentro di sè; c’è la speranza che tutto vada bene, che sia sano; c’è anche il timore che non lo sia e c’è il lento scorrere dei giorni in trepidazione per il lieto evento, ma anche per il parto.

In tutto questo sentore intimo, si affaccia poi tutto un mondo da fuori che influisce sulla madre in attesa, e la rende ancor più timorosa, più preoccupata che gioiosa, più in ansia che in pace.

Oggi si tende a svilire anche il significato di un’attesa che non è solo un funzione della nascita, ma è di preparazione alla maternità consapevole e portatrice di Vita... il significato profondo non viene considerato, la famigliola subisce ogni sorta di subdolo attacco... e la madre non riesce a godere appieno delle intime sensazioni e a condividerle con il suo compagno.

Quando poi si inserisce una sentenza che dice: “Il bambino non è sano!” ecco che subentra il rifiuto per la paura che avea già germinato dentro la mente.

Il coraggio viene a mancare, il parere della scienza è spesso senza appello. La madre si sente sola nel prendere la decisione di andare avanti e il dramma si attua: la scelta è quella che appare come il male minore. E se pure si toglie quel peso, poi rimane il dolore...

 

Inserirei la storia di quel bimbo che, pur avendo subìto il doloroso rifiuto, avea perdonato la madre e, per grazia della misericordia divina, le ha potuto parlare così...

 

 

Una lettera dal Cielo

 

Questa è la storia di un bimbo che parla dal cielo a sua madre, la quale, incinta di cinque mesi, fece una amniocentesi ed i medici la esortarono ad abortire poichè il bimbo era malformato. Lei era già stata provata: aveva subito diverse operazioni alla testa per una malattia giovanile, che le avevano lasciato delle menomazioni, e aveva voluto ugualmente un bambino; ora ne desiderava un altro. Ma in quel frangente prevalse la paura di non saper affrontare una maternità così difficile e, sia pur con dolore, decise di abortire.

Anche la nonna si disperava e un giorno, mentre pregava, ebbe questa lettera:

 

Sono piccolo... piccolo... piccolo angelo in cielo.

Luce dorata mi illumina, mi scalda...

La mia mamma non mi ha rifiutato ed

Io voglio sollevarla dal dolore che ha provato:

luce le mando, amore altrettanto.

Lei, se mi ascolta, mi sente dentro,

io le rimango accanto.

“Tu non mi hai rifiutato, capisci mamma?

Tu puoi ancora ospitarmi, vuoi?

Grazie di avermi ascoltato,

son stato guidato dai figli di luce...”

 

Ancor non pregava questa mamma, ma poi in cuor suo cominciò a pregare... e, dopo un anno, rimase di nuovo incinta, mettendo alla luce, senza problemi, una bella bambina...

  

 

Padre Pio: Vi voglio raccontare una storia... la storia di un uomo che nasce, cresce, esce di casa, si forma una famiglia, concepisce e alleva dei figli. E poi si dedica principalmente

al lavoro, lasciando alla moglie ogni incombenza di casa.  

Passano gli anni e tutto sembra immutato, invece tutto è cambiato sotto i suoi occhi assenti e superficialmente partecipi delle vicende famigliari. Infine quei figli che lo vedono sempre più raramente, lo trattano quasi da estraneo ed egli si avvede di aver perso per strada qualcosa.

Allora chiede a sua moglie cosa sia successo... e lei, un po’ insofferente, gli dice che non è successo proprio niente.  

Così quell’uomo rimane da solo e, alla fine dei suoi giorni, gli vien chiesto cos’altro abbia fatto nella sua vita, oltre al lavoro; e lui non sa rispondere, rimane in silenzio... e solo in quel momento comincia ad afferrare il concetto di una vita sprecata.

 

Ed è proprio così che accade alla maggior parte della gente che vive inconsapevolmente...  

 

 

«Mettimi come sigillo sul tuo cuore,

come sigillo sul tuo braccio...

perchè forte come la morte è l’Amore».

Dal Cantico dei Cantici (8, 6)

 

 

Come rimediare alla mancanza d’amore?

 

Con Gesù in mezzo, con la fede sincera;

camminando insieme, dialogando e

chiedendo aiuto e consiglio.

L’Amore “deluso” si può riparare, la pace nel cuor

ritrovare, la gioia negli occhi s’accende

e tutto intorno risplende,

un sentire diverso… un pensiero fuggente…

 

Un gesto di pace, una carezza,

non basta a colmare la mancanza d’amore,

a placare un attacco di rabbia.

L’Amore richiede di essere curato

come una profonda ferita

che ha lacerato il tessuto vitale.

La volontà di uno solo non basta, ci vuole

l’Amore di Dio per ricucire le tele strappate,

le volontà disgregate,

per far cessare le lotte, gli egoismi, le incomprensioni…

 

Cos’è allora che salva?

L’Amore di Dio donato senza alcuna pretesa

e poi coniugato, riversato…

e la voce del cuore si accende di nuova speranza:

“…la coscienza di voler fare la pace,

di ricominciare su un piano d’intesa diverso”.

 

Come fare?

Una preghiera sincera, una richiesta di aiuto:

“Signore, vieni Tu a riportare la pace in famiglia…”

e un gesto d’amore donato, un’offerta gentile di pace,

una parola che ricordi il felice passato…  

E poi?

Lascia che Dio faccia il resto e ti benedica.   

 

Maternità, sorgente di vita

e d’amore... come un fiume di Grazia

che mai si arresta, se non nel mare

dell’Amore infinito di Dio!

 

 

Riflessioni sulla maternità

Siate vigilanti! Sulle famiglie incombe ancora la tremenda opera distruttiva che si può arrestare solo a prezzo del sacrificio personale, in riparazione, e la Potenza d’Amore amplifica poi lo sforzo iniziale.

Ciò che vi si chiede è, infine, di coniugare l’Amore verso le creature, allo stesso modo in cui padre e madre si prodigano verso i figli.

 

Maternità è veramente uno sconvolgimento per la creatura che attende il figlio.

Maternità è l’alveo naturale in cui si genera la vita umana e divina, come fece Mia Madre.

Maternità, costruzione di vita, apertura alla vita, docilità a far entrare la vita, il seme.

Maternità, sublimazione di un atto d’amore da offrire al Signore, anche quando la controparte non è così consapevole e non partecipa pienamente al concepimento di un figlio, o lo vive soltanto come sfogo dei sensi.

 

La Maternità, invece, raccoglie in se stessa il dono e lo offre, e lo vive come certezza di fecondità, dolorosa talvolta, ma amorosamente disposta a soffrire per essa. E si trasforma in un concerto d’amore tra la madre e la sua creatura.

 

Il suo silenzio, il suo sguardo trasognato, la sua coscienza si espande e comprende, col linguaggio dell’anima, il miracolo che sta avvenendo.

Ma quanto il mondo partecipa a questo concerto d’amore alla Vita?

Quanto invece essa (la maternità) viene mortificata?

Quanto l’aridità imperante impedisce che sgorghi quel canto, quella benedizione, quella lode al Creatore?

 

O umanità, quanto sei ancora lontana dal comprendere la verità!  

Eppure Dio ti ama! Poiché ti ha generata non può far altro che amarti, come figlia, come un padre che il figlio rifiuta e soffre in silenzio, e sente tutto il dolore del mondo dei poveri e diseredati e vive in seno ad essi, per consolarli e portarli con Sé nell’ultima ora.

 

O umanità, quanto sei ingrata verso la Vita e il Creatore della Vita, Dio Padre!   

 

In principio era il Verbo,

e il Verbo era presso Dio e il Verbo era Dio.

Egli era in principio presso Dio:

tutto è stato fatto per mezzo di lui, e senza di lui

niente è stato fatto di tutto ciò che esiste.

In lui era la vita e la vita era la luce degli uomini;

la luce splende nelle tenebre,

ma le tenebre non l’hanno accolta».

Dal Vangelo secondo Giovanni (1, 1-5)

 

 

Il principio della Vita

4/09/06

 

Ora anelo ispirarti la parte più cruciale di tutto il libretto: il valore della Vita rifiutata o ridotta a un meccanismo di riproduzione cellulare senza la partecipazione fondamentale dello Spirito divino.

Comprendi quanto il demonio ha tentato di derubare? ”Il Principio fondante su cui è basata la Vita!”

E’ per questo che Io ora vengo a parlare di cosa sia veramente la Vita.

 

La base della Creazione è la condizione nella quale ha avuto inizio la Vita. Senza la Vita, anche il creato non potrebbe sussistere.

Allora partiamo dal concetto che tutto è Vita in movimento, in evoluzione, in riproduzione e comprende anche la natura dell’uomo in Terra.

 

La Mia idea è di far comprendere alle creature che non si può rinnegare l’origine del Tutto, perché si rinnegherebbe se stessi e la Vita, dono di Dio.

Per questo Io vò dicendo che sono la Via, la Verità e la Vita, altrimenti si continuerebbe a perpetrar la menzogna sulle origini dell’uomo.

Già ve lo dissi che non è discendente dalle scimmie.

 

Allora partiamo invece dalla sua vera origine di “anima in via di evoluzione ancora nel seno dell’Amore infinito del Padre”.

E’ da lì che parte il desiderio dell’anima di misurar le proprie forze e l’individualità che Dio le ha donato.

Proprio come un figlio che chiede di andar per il mondo a provare esperienze di vita, così è anche per l’anima, che altrimenti resta in una condizione di “non espressione completa di vita”.

 

Il Padre allora, confortato dal desiderio dell’anima, studia una prospettiva di vita, la più confacente per lei, e gliela presenta: se accetta, ecco che la creatura vien concepita anche sul piano terreno e nasce alla Vita.

Ma il concepimento già avviene a priori, in seno alla prima fase del progetto di vita, dove le anime dei due genitori si congiungono, allorquando si innamorano e ricevono la benedizione di Dio.

 

Con la pretesa di voler fare da sé, l’uomo - novello Adamo – si priva di quella luce di consapevolezza che pure gli è stata donata e crea, invece, dei presupposti per rendersi infelice. Ma anche questo fa parte del grande Disegno.

 

Torniamo infatti al peccato d’origine: la disobbedienza e l’assunzione dell’arroganza di satana, l’ingannatore o menzognero che dir si voglia, che aspira ancora ad avere il primato nel cosmo, ma sa bene che non potrà mai averlo e la sua invidia perenne si scatena in rabbiose reazioni sull’uomo, il quale dovrà misurarsi con le sue tentazioni o le prove di vita.

Ma se Dio ha permesso queste prove di fede e di forza, ciò vuol dire che ne uscirà vincitore e potrà fare un ulteriore passaggio verso le alte vette dello Spirito.

 

Riprendiamo il filo del discorso.

Poiché il germe o seme (o DNA come voi lo chiamate) è già stato immesso in lui (uomo), al momento opportuno lo riscoprirà, anche se la fatica poi di superare le convenzioni e i pregiudizi non gli verrà tolta, proprio per il libero arbitrio che gli è stato dato da Dio.

 

Una certa capacità di giudizio divino è pure stata immessa nell’uomo, ma questasomiglianza la potrà riscoprire soltanto facendo un percorso di fede e diapprendimento spirituale, cosa per altro che parecchi Santi e illuminati han fatto da soli, ritirandosi dal mondo a meditare e a pregare. Perciò di maestri ne avete tanti dai quali attingere la Sapienza eterna.

Facendo invece a suo modo,l’uomo viene attirato man mano che si inoltra, dalle forze contrarie all’Amore e non perviene ad alcun risultato, se non quello di scoprire le sfere più basse della natura umana, in cui pullulano anche le anime di coloro che han rifiutato di riconoscere Dio nell’ultima ora, e cercano disperatamente qualcuno a cui aggrapparsi per sopravvivere, sia pur nello spirito, prima di sprofondare per sempre nel nulla.  

Io non sono così felice di parlarvi di queste cose, ma mi son reso conto che se voi non capite il vero Senso della Vita, bisogna che Io ve lo spieghi.

E chi altri può farlo, se anche l’uomo di fede ormai ammette certi assurdi parametri dell’uomo di scienza?

Oh, quale spreco d’intelligenza, anch’essa dono di Dio, vien fatto ad uso dell’arroganza di satana!

 

E Padre Pio, aggiunge: ... Anche l’uomo di fede, quando vuol fare a suo modo e non rispetta la Legge di Dio, non è sotto la Legge di Dio...

 

Siamo giunti alla fine, al concepimento, che prima avviene nello Spirito e poi sullaTerra, ma sappiate che la creatura (o anima) viene seguita da Angeli e Santi sin da quando esprime il desiderio di venire alla luce e che solo se i genitori rifiutano con ostinazione di benedirla, sono costretti ad allontanarsi da essa e a seguirla più da lontano. Ed ecco il valore del Battesimo cristiano.

Con ciò tuttavia, non vien rifiutato ad alcuno l’aiuto nei vari frangenti di vita.

 

Dove c’è stata mancanza d’amore si creano dei danni incalcolabili, che verranno fuori purtroppo nel corso del tempo. Così si spiegano certe perversioni e crudeltà insite nell’uomo. Ma se, nel suo percorso di ricerca e di fede, l’uomo riesce a comprendere che vi è una Via per risalire la china, ecco che i Cieli si aprono sopra di lui e viene salvato dalla morte dell’anima.

 

Torniamo ora al concepimento della creatura: qui comincia l’avventura.

 

Se quel bimbo viene accettato e accolto con amore, va tutto bene, per ora. I guai, o meglio le prove su cui dovrà misurare la propria vita, gli arriveranno più avanti.

 

Ma se non viene accolto, o addirittura rifiutato, si genera un dolore, sia nella madre che nella creatura, che dovrà essere purificato.

 

Si cerca di attendere un tempo favorevole perché l’anima possa incarnarsi in quella famiglia, ma se non vi sono più i presupposti di base, allora si vaglia in quale contesto essa possa venire alla luce. Certamente acquisisce dei meriti, per aver già conosciuto il dolore del rifiuto, per cui nascerà in una condizione migliore.

Diversa è la sorte del padre, che talvolta non è reso consapevole del rifiuto. A lui sarà chiesto conto di come ha sparso il suo seme e di come ha amministrato i suoi doni e i suoi beni.

 Affrontiamo quindi ora la paternità mancata o negata. Qui concorrono altri fattori, quelli di tipo sociale e famigliare, ma in tutto questo, va ancora ricercata la mentalità imperante dettata da satana, che vuole l’uomo soggiogato dalle mille tentazioni e seduzioni da lui escogitate, e fatte digerire alla donna come la mela di Eva: “Ti porterà alla conoscenza della verità… sarai come Dio!...”

Il dramma dell’uomo quindi si consuma diversamente: subirà tutte le malvagità della natura umana, della sfrenata competizione, dei vizi imperanti, dell’aridità, dell’odio alla donna, da cui derivano tante storture, come sapete, e via dicendo… E si allontanerà sempre di più dalla Verità, come dimostrano i più refrattari, che oggi sono così numerosi nel mondo.

Ma anche qui, non appena l’uomo, provato ormai dalla vita – che non dobbiamo dimenticare è una grande palestra e maestra - si ferma a guardarsi dentro e chiede perdono, ecco che entra in atto tutta la divina Misericordia per salvarlo e gli farà compiere percorsi “alternativi” a quelli verso cui si stava indirizzando, onde riportarlo pian piano alla luce e alla salvezza.

Tutto l’Amore divino vien posto al servizio per questo scopo: i segni e l’aiuto di amici e parenti, una mano misericordiosa che, senza pretese, lo solleva dalla disperazione e quant’altro il Padre escogita pur di ricondurlo in seno al Suo abbraccio d’Amore. Quanti Santi hanno fatto questo percorso di risalita dagli inferi del peccato. Leggendo le loro storie, ne rimarrete edificati.

Mentre al figlio “negato” vien riservato un trattamento speciale di rimozione del trauma subìto, alla madre purtroppo non potrà essere risparmiato il dolore di aver rifiutato il Dono della Vita, con qualche eccezione, dovuta alla Misericordia di Dio.

E allora il processo di presa coscienza avviene dolorosamente: così paga il tributo, non tanto a Dio, quanto a se stessa per purificare la propria anima dal dolore che si è procurata da sé.

 

Con coraggio, tante madri hanno affrontato il dolore e si sono così purificate dal peccato, perché Dio – che è grande nell’Amore – fa di tutto pur di togliere la macchia del peccato.

 

Diverso è invece il discorso per l’uomo di scienza di pochi scrupoli, che ha abbracciato, per suo interesse soprattutto economico, l’idea del concepimento in provetta. Ve l’ho già detto: nasceranno ben pochi individui felici da quel freddo concepire la Vita.

 

E poi? Se la Misericordia divina non intervenisse anche lì, sarebbero presto ridotti a schiavi di satana.

O umanità, quanto disprezzo hai della Vita, dono di Dio!

 

Mi si obietta (raccolgo, come vedete, le vostre istanze): vi sono genitori che non riescono ad avere figli.

Sì, certo, ma perchè non si domandano invece se ne sono degni?

E perché non comprendere che vi sono bambini già orfani in tenera età, che attendono proprio quei genitori?

E perché non farsi missionari di aiuto alla vita?

Oh, quante opportunità il Padre Nostro farebbe loro trovare per risolvere il bisogno di amare!

Sappiate, miei cari, che dietro a tutto questo, vi è un grande egoismo interiore che va debellato, proprio su quel banco di prova.

 

Ogni carenza congenita e d’altro genere andrebbe vissuta con la consapevolezza di ricercare la causa e il suo significato, e la risposta riemergerebbe dalle profondità dell’anima.  

 

 

CONCLUSIONE

 

Ad ogni Famiglia umana è dedicato questo libretto,

che vuol essere strumento d’Amore per ricomporre le sorti delle famiglie,

vuol essere strumento di preghiera e da meditare per tutti coloro che soffrono di problemi in ambito famigliare.

 

E, se pregheranno con fede sincera le preghiere che ho suggerito, Io concederò la pace e la serenità del cuore.

E, se persevereranno - offrendo il Santo Rosario per le famiglie, sulle orme della Sacra Famiglia – Io farò tutto per aiutare a ricomporre la pace in famiglia.

 

Io vi prometto sovrabbondanza di Grazie per tutti coloro per cui pregherete, purché vi sentiate partecipi delle loro sorti e facciate come il buon samaritano della parabola.

O sì, cari, coraggio, il compito che vi ho assegnato non è poi così difficile, dacché avete fatto per tanto tempo apprendistato.

 

Ed ora che vedo la vostra crescita, maturità e volontà alla sequela del Signore Dio vostro, ecco Io vengo tra voi e vi dico:

Pace a voi, pace nei vostri cuori, pace nelle vostre famiglie,

pace a tutti quelli che mi raccomandate...

Così, come Io guarivo gli infermi, ancora Io vengo a guarire i dolori, i mali dello spirito, i malati mentali, i poveri di carità e di amore.

 

Io vengo e la Mia Grazia vi trasforma, vi plasma e vi ricompone, per poi farvi divenire, pian piano, capolavori di vita.

O sì, andate e portate a tutti la buona novella:

 

La famiglia risorgerà dalla sua miseria morale.

Risorgerà e vivrà una nuova stagione propizia all’Amore.

Poiché la Santa Famiglia la sta già irrorando e,

con l’apporto di tante preghiere e opere di misericordia,

tutto il Cielo si è riversato su questa umanità infelice

per farla rientrare in seno all’abbraccio benedicente

del Padre Nostro.

Così, al cospetto di Dio Padre, che di nuovo la benedice,

essa riprenderà corpo e forma e si dispone a esser

d’esempio per le nuove generazioni.

Così sia per sempre!

 

Il Signore vi ama, andate in pace!

Pace, sia pace nelle famiglie e nel mondo.

 

Il pane spezzato, il vino offerto, il cibo condiviso,

l’amore fraterno e universale, la carità, l’amore,

la solidarietà, la fede vissuta, la liberazione da pene

e tormenti dell’anima e del corpo, son tutte Grazie

concesse a chi ha fede nel Signore Dio vostro.
Io sono l’Amore del Padre, della Madre e del Figlio,
Io sono lo Spirito Santo e opero incessantemente
per far trionfare il Bene su tutta la Terra. Amen.  

Io sono la vite e voi i tralci, rimanete nel Mio Amore e darete molto frutto.

Amen, amen, amen

 

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