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dal Risveglio della coscienza...

La Via del PERDONO

 

 

PREFAZIONE

IL NON FACILE PERDONO

E' una gran bella cosa il perdono ma, come tutte le cose preziose, ha il suo prezzo. Se si tratta del perdono da ottenere da Dio, sia per noi stessi, sia per la conversione del nostro prossimo, le difficoltà non sono dalla parte di Dio, essendo il suo Cuore misericordioso sempre aperto ad accoglierci e purificarci, ma sono da parte nostra. Non è facile raggiungere almeno quel minimo di umiltà e pentimento, di fiducia e sincera volontà di riparare e cambiar vita, affinchè il Signore possa godere la consolazione di perdonarci.

Anche trattandosi del perdono da offrire al nostro non sempre amabile prossimo, non è che sia tutto rose e fiori: si sentono le spine che pungono e che tentano di impedirci una riconciliazione sincera. Non è altrettanto facile quando tocca a noi umiliarci e chiedere lealmente scusa avviando, quando è ancora possibile, la riparazione del danno economico o morale che abbiamo causato.

Nella mia ormai lunga esperienza sacerdotale, ho incontrato persone che trascinano stancamente la vita (talvolta sono ancora giovani o di mezza età) perché non sono riuscite a perdonare se stesse. Non avendo una fede robusta, hanno sopravvalutato la perdita – vera o presunta – della stima di cui godevano presso il loro ambiente. Si sono moralmente auto-esclusi, perdendo quella nobile e prudente socievolezza, che rende almeno sopportabili i rapporti con gli altri esseri umani.

Comunque siano le circostanze, il perdono vero ed efficace costa fatica, sia nel darlo sia nell'accoglierlo. Esige infatti amore alla verità, sorretto da robusta umiltà; non può mancare la carità che, al disopra dei nostri punti di vista, sa comprendere e risanare le ferite. Non c'è perdono autentico se non c'è fede nella infinita bontà e pazienza di Dio, e se non si concede un prestito di fiducia nel prossimo che – se preghiamo per i nostri “nemici” - può rendersi conto del male compiuto e voler rimediare il meglio possibile.

* * *

Ho letto e riletto questo opuscolo che, come molti altri, è un dono del Cielo per “I volontari Sollievo nello Spirito”, ma che può tornare utile ed incoraggiante per altre anime assetate di verità, calda di Luce e di Amore.

Non ho voluto modificare nulla, anche se alcuni brani non mi sembrano facili da comprendere, pur essendo in sintonia con la sana dottrina cristiana.

“La insondabile” Umiltà di Gesù, che preferisce nei Santi Vangeli mettere in risalto di essere “Figlio dell'Uomo”, pur affermando chiarissimamente di essere “il Figlio di Dio”, non un ito, ma uno con il Padre e lo Spirito Santo , non ci faccia perder di vista la fondamentale verità che Dio è uno solo.

Gesù si presenta a noi come “il Servo di Jaweh”, anzi come Colui che, anche nei nostri riguardi, si comporta non come colui che sta seduto alla mensa, ma come colui che serve. Gesù, però, è sempre l'Unico Dio che dice agli Apostoli - dalle idee piuttosto confuse, pur dopo tre anni di sequela del loro Maestro – “Come potrei mostrarvi il Padre, dal momento che chi vede Me vede il Padre? Io e il Padre siamo Uno!”.

Quando si parla del Mistero dell'Unità e Trinità di Dio, che noi accogliamo senza riserve, noto che è estrememente difficile mantenere l'equilibrio nel presentare l'aspetto trinitario ed insieme unitario.

La parola “persona”, nel corso dei secoli, ha mutato radicalmente significato. Se la applichiamo agli esseri umani, indica un essere libero e cosciente che può vivere in armonia o in contrasto con altri; se l'applichiamo alla Natura Divina, ci inchiniamo adoranti dinnanzi a Padre, Figlio e Santo Spirito, che è un'unica Sostanza, un Essere infinito e pur semplice, vivo e pur immutabile; è l' “Io sono” del Roveto Ardente, visto e sentito da Mosè.

 

Don Renzo Del Fante

 

 

di seguito alcuni brani tratti dal libro LA VIA DEL PERDONO

 

LA VIA DEL PERDONO

11/6/2002
Sono Gesù Cristo, Redentore del mondo.
… Se vi è capitato di essere stati offesi e magari scherniti, o siete rimasti vittime di ingiustizie o di male parole, voi vi sarete sentiti non più ben disposti verso chi vi ha fatto del male, non è così?
Ebbene, miei cari, cercate – nell'ambito delle vostre esperienze –qualche situazione in cui vi siete trovati a sentire in tal modo, ed esaminate le vostre reazioni… del momento… e del dopo… e poi anche di ora…, cosa ne avete ricavato?
Vi sarete allontanati sdegnati, vi sarete sentiti profondamente traditi, sarete stati costretti, vostro malgrado, a non volerne più sapere di quelle persone, ed il ricordo vi fa ancora male, o vi fa arrabbiare, non è così? Oppure è subentrata quell'indifferenza che la lontananza ha favorito, ma alla minima provocazione ancora riemerge la rabbia più o meno trattenuta o soffocata.

E poi vi domando: cosa credete che sia il PERDONO?
Voi penserete subito al vostro perdonare, non è così? Io, invece, vi induco a pensare che siete voi a dover chieder perdono per tutta quella serie di sentimenti negativi che vi ho prima illustrato.
Seguitemi ancora, se non vi siete già ribellati all'udir la mia tesi: Io vi ho fatto un esempio e voi vi ci siete calati, e solo per questo avete riprovato delle sensazioni, o emozioni, negative poco controllate; lasciamo stare allora chi vi ha provocati, lo vedete quanto siete ancor suscettibili di fronte alle prove di fede e di forza?

Prendete esempio da Me, seguendo gli insegnamenti del Mio Vangelo appropriati. Ad esempio: ho forse risposto male a chi m'insultava e feriva? Ho invocato su esso la giustizia del Padre? Ho minacciato di fargliela pagare e via dicendo?… No, cari, ho compreso la loro incapacità di rapportarsi sul piano dello spirito alle Mie parole; ho capito che non era solo loro la colpa, ma del sistema di vita impostato solo su aspetti legati al potere, al denaro e al rango, e non ho potuto far altro che perdonare e invocare perdono e misericordia per loro al Padre Nostro.
Così si fa anche quando uno dei nostri cari ci ferisce o ci offende, si privilegia l'amore che sentiamo nel cuore per lui e si dimentica.

Poi vi sono gli scatti di nervosismo, e qui c'è tutta una gamma di sentimenti in subbuglio da farvi sentire sbattuti dentro come durante un temporale. O cari, vedete quali forze scatena la rabbia? Se pensate alle vostre più o meno normali esperienze di vita, non è poi così grave, anzi vi è la possibilità di imparare a controllarsi o a privilegiare il pensare positivamente ad onta di tutto. Ma se non si è in un cammino serio di evoluzione spirituale, si può divenire vittime inconsapevoli di quelle forze alla ricerca di dove sfogare il proprio maligno potere.

Oggi non potete più ignorare di vivere in mezzo a queste forze, cosiddette del male. Voi potete vincerle stringendovi a Me e abbracciando la Croce.
Coraggio, sforzatevi di rimediare privilegiando l'amore in ogni situazione di stallo che avete lasciato in sospeso e – dentro di voi – liberatevi per sempre dal rancore, dal dolore, dalla sensazione di essere stati vittime di ingiustizie, non tanto per loro (gli altri) quanto per voi, per liberarvi definitivamente da quei nodi che influiscono ancora negativamente sulla vostra esistenza.

Abbiate fiducia nel vostro Gesù Salvatore; concedetegli di amarvi anche così… nell'insegnarvi ad essere liberi e sereni per poter godere appieno la vita.
Ora, riflettete sulle Mie parole e raffiguratevi quelle situazioni che avete lasciato in sospeso… mettete la parola “fine” con un bellissimo gesto di perdono… Sì, abbracciando quella persona, o creatura, come se vi ritrovaste davvero insieme e capiste all'istante che non ne valeva la pena di restare lontani, ognuno chiuso nella sua torre di recriminazioni…

E poi, perdonate anche chi vi ha fatto involontariamente soffrire, e le circostanze vi parranno più comprensibili di errori di valutazione… e, infine, sciogliete anche quei nodi e riconciliatevi… con i vicini… con i colleghi… con il capo sul lavoro… o con i parenti e via via con tutti quelli che son sembrati ostili, finora, nei vostri confronti.
Sì, esercitatevi dapprima in questa forma di meditazione e, poi, sarà più facile farlo alla prima occasione d'incontro con quelle realtà della vita.
O quale maestra è la Vita! Ve ne rendete conto ora, vero? Ecco perché le anime anelano di giungere sulla terra per misurarsi con se stesse, per il proprio perfezionamento… che le avvicinerà sempre di più a DIO.

Così, cari, oggi ho voluto mostrarvi semplicemente come si può oltrepassare un ostacolo grande come quello del saper perdonare e chieder perdono, e cancellare così degli angoli bui dentro di voi che, se risvegliati anche involontariamente, vi fanno ancora soffrire.
Riposatevi in Me, creature, che sono mite ed umile di cuore e prendetemi come possibile esempio vivente di comportamento atto a farvi star bene… con voi stessi e con gli altri.
Pace sia in voi; vi sentite più leggeri, non è così? Ebbene, scioglietevi ancor più ripetendo regolarmente questo esercizio di liberazione, fino a quando non sentirete più interesse verso quella data questione: allora, passeremo ad altro.
Vi benedico nel nome del Padre e Mio e dello Spirito Santo paraclito, amen, amen, amen.

 

SI TRATTA DI ESERCIZI SPIRITUALI

11/8/2002
Sulla “Via del Perdono” incappiamo spesso in ostacoli che sembrano messi lì apposta per farci cadere nelle solite recriminazioni, del tipo: “Ma perché mi continuano a fare del male? Cosa'altro dovrei fare per farmi voler bene” e quant'altro vi sovviene allorquando qualcuno, spesso della cerchia più ristretta o familiare, si mostra con voi poco condiscendente e sembra non voler capire le vostre ragioni.

Ebbene, miei cari, sfatiamo un equivoco di enorme portata: voi siete stati messi lì apposta per misurarvi con le vostre forze, e se non avete mai avuto qualcosa su cui recriminare, ciò vuol dire che non era quella la vostra palestra. Allora, cominciate col prendere atto che tutto ciò che vi si presenta dinnanzi, è proprio quello di cui avete bisogno per rinfrancarvi e superare le vostre debolezze.

Perciò, bandite per sempre le parole rivolte contro l'altro, siate coscienti di essere in viaggio, in pellegrinaggio interiore, di dover compiere i vostri esercizi spirituali e che, alla fine, ne sarete voi per primi felici di essere riusciti a riequilibrare una certa debolezza o stortura mentale.
La vostra vita vi sembra difficile? Ebbene, sappiate che l'avete scelta voi stessi e se oggi vi sentite male, o in disarmonia, vuol dire che non avete ancora accettato la vostra croce… o via di salvezza.

Pregate, cari, se vi sentite così, pregate di ricevere il dono dello Spirito consolatore, che vi mostrerà la via per uscire da codesti meandri tortuosi in cui vi siete inconsapevolmente cacciati.
L'aspetto più deformante che in genere vedo, quando m'inoltro sul percorso degli eterni scontenti, è che sono loro stessi la causa involontaria dei loro problemi.
Oh, se ascoltassero per una volta la voce del cuore; oh, se si dimenticassero di se stessi e andassero incontro all'altro – che fanno oggetto dei loro problemi – con un atteggiamento diverso: di comprensione, di amore, desiderando sinceramente di risollevarlo dal proprio penoso stato. Oh, se si amasse quel povero Cristo che giace sulla Croce di qualche letto di dolore, quanto sarebbe fruttifico quell'albero e quanti frutti offrirebbe ancora d'intorno ad altri.

Suvvia, cari tutti, non pensate di essere indenni da codeste cadute di tono, se vi parlo così è perché so bene quanto la via del perdono sia lunga e densa di prove, ma ho fiducia che tutti siete in cammino con la volontà di superare questo terreno infido e paludoso, per poi ritrovarvi in qualche valle ai piedi dei monti con tutt'altro approccio, desiderosi di salire in alto, vedendo le cime dei monti ed i boschi inondati di sole e di colori smaglianti.

Apritemi il cuore e sarete consolati e aiutati a risalire la china dei tristi pensieri che vi hanno fatto precipitare in quei bui meandri di negativa natura. Porgete la mano a Gesù Cristo che ha percorso con voi questo tratto di strada affiancandovi e parlandovi, e che non avete ancora riconosciuto, come quei due di Emmaus, se non allo spezzare del pane.
Io sono con voi per trarvi in salvo, Io sono tutto per voi, senza di Me non v'è salvezza. Ma se incontrate un pellegrino in viaggio che vi parla, o vi porge la mano se vi trovate in difficoltà, non siate ritrosi perché potrei essere Io che mi servo di questi per aiutarvi.

Siate sereni ed abbiate fiducia, la gente non è come si pretende, è fatta di un impasto di cui siete fatti anche voi, e se superate le vostre barriere, vi potete riconoscere nell'altro, nel povero Cristo che soffre o nel viandante che vi porge la mano, e poi vi lascia più sereni e in pace con voi stessi e con la vita.
Che sia stato un incontro speciale ve ne accorgerete col tempo, che sia stato un momento sublime lo saprete subito dalla vostra reazione all'altrui comportamento: se vi scioglierete in lacrime di consolazione e il vostro cuore vi rimanderà l'amore or ora ricevuto, saprete di aver incontrato Gesù, il Cristo Risorto ed ora tra la gente e tra voi.

Abbiate coscienza di vivere degli avvenimenti davvero straordinari, così come il tempo che ora state vivendo, il tempo di DIO tra gli uomini di buona volontà!
E con questo concludo dicendo: amatevi come fratelli e come Io vi amo, e sarete perfetti figli di nostro Padre DIO.
Io sono il vostro Gesù!

 

 

 

 

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