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IL SONNO DELLA RAGIONE   
(dato da Gesù il 12/12/07)

a seguire alcuni brani del libretto:

SULLA CREAZIONE
30/11/07 Inizio del Tempo d'Avvento

Sono Gesù Cristo, Redentore e Signore del tuo cuore.

O sì, cuore mio innocente e dolente perché non mi si ama come si potrebbe e dovrebbe. Ma tu lo sai, lo hai intuito, vero, creatura, che Dio si è domandato:

“Perché devo costringerli ad amarmi?
No, Io voglio che essi siano liberi di scegliere
se amare il loro Padre che è nei Cieli,
oppure di non riconoscerlo.
Anche se questo mi farà soffrire per amore,
no, non voglio imporre loro il giogo
di una costrizione che li renderebbe
schiavi e non liberi, sudditi e non figli,
mie creature, ma costrette a subire una verità
che non sia stata scelta per amore,
per riconoscenza vera, per autentico
trasporto d'amore filiale verso
il Creatore e Padre dell'umanità”.

Così si è compiuta anche la ribellione di una schiera angelica; così il prototipo dell'uomo, Adamo, è caduto nel degrado e ha conosciuto il peccato.

Ma tu chiedi: ne valeva la pena? Ed Io ti dico di sì, proprio per salvaguardare la libertà della creatura, così come l'ha voluta il Creatore; per donarle la dignità di figlia, senza porre condizioni, senza pretendere di essere osannato e servito, senza altro desiderio della sua piena realizzazione e che possa spontaneamente riconoscerlo e amarlo. Un desiderio quindi di incommensurabile valore, che esige da se stesso un atto di remissione - oso dire di umiltà - conoscendo il Padre Mio Santo così intimamente.

Sì, Egli si è inchinato dinanzi alla Creazione e si è offerto alla maestà di Se stesso come a un essere superiore che, per mezzo Suo, ha operato il prodigio.

E lo stupore di tutto il creato, lo stupore delle stelle, lo stupore dell'universo intero ha risuonato nell'alleluia, che anche voi cantate, per la creatura nata dal Suo dono d'Amore.

Come una madre e come un padre, Egli ha vegliato, ha sofferto, amato, patito e gioito anche per le creature nate dal Suo grembo - o mente, cuore, anima - fecondante.

La Verità è questa, mia cara, ed anche quando ha scelto di concepire il Figlio dal Suo essere divino, senza contaminazione alcuna e scegliendo Colei che mi fu Madre, ecco che ha tolto da Sé una parte integra e l'ha immessa nel grembo, nel seno di Maria.

Or perché si dice “seno” e non “ventre”? tu chiedi: ebbene, perché Egli è stato concepito nell'attimo stesso in cui la Vergine ha detto “Sì” e quel Sì fu pronunciato nel cuore, centro e sede dell'anima. Solo dopo, la parte natura si è messa a disposizione e l'opera dell'incarnazione ha iniziato a tessere le sue trame sottilmente, umanamente partecipe per deporre nell'alveo accogliente l'anima di Colui che era stato già concepito e deposto nel cuore di Maria. Così avvenne per Me!

Così avviene anche nei cuori di quei genitori che si amano e ben prima desiderano un bimbo, che sarà poi concepito dal loro cuore unito per amore, solo per amore.

Poi certo l'uomo ha fatto ben altro che con l'Amore nulla ha a che fare. Ma rimane lo stesso il dato di fatto inconfutabile, che la creatura e la creazione tutta è nata per un Atto d'Amore del divin Creatore.

Creatore di tutto e di tutti e nulla avviene per caso, ma dalla Sua mente donata alla Creazione: plasmata dalla Legge divina per la quale tutto si crea e nulla si distrugge; tutto prolifera e tutto si ricrea, rinasce, risorge, rimane per sempre impresso nella memoria universale.

E l'uomo d'oggi cosa comprende? Tu chiedi: Ben poco, cuore mio, ben poco, e offende quella Mente divina con la sua superbia asservita a satana, che è colui che ha scelto la morte e non più la vita. Ed è avido di vita per poter sussistere egli stesso.

Poiché non sa generare la vita è come un succhiatore, un vampiro, che si nutre della vita altrui.

Cara, sì, è vero, è tremendo tutto questo e certamente non l'ha voluto il Padre Nostro, ma ancora per la libertà concessa alle creature, anche a quelle angeliche, si è posto un limite invalicabile: il pieno rispetto della libertà dell'essere che Lui ha creato.

Coscienza di Sé, coscienza in sostanza immessa nell'uomo perché scopra da se stesso quel segreto che lo riconduce, non solo a comprendere la verità, ma a scandagliare nei recessi dell'anima la verità scritta fin dal principio e infine ad amare Colui che lo ha creato. E quando ciò avviene, è come se si riproducesse lo stupore di Dio e di tutto il creato di fronte alla creazione dell'uomo, del Figlio, dell'apice della Sua mente geniale, del Suo Amore perfetto.

Ora, tu domandi, perché siamo così lontani? Perché, cuore mio, è un mondo ancora in evoluzione e si evolverà così come sta scritto nell'eterna saggezza o Legge divina.

E se, tu ora vuoi conoscere la sorte dell'anima, chiedi troppo; accontentati di essere stata scelta per essere la penna della Mia volontà redentrice, che viene ora incontro anche agli scettici, sempre che vogliano leggere queste Mie parole dettate in spirito di Verità.

Pace a te, anima mia, ti do appuntamento, durante tutto questo tempo d'Avvento per concepire un libro destinato alle genti che vogliono comprendere - con la ragione - la verità delle leggi di Dio e che, seppure non credono, possono trovare interesse in una teoria nuova ai loro orecchi e adattata per poter essere compresa da essi.

Ti pare strano tutto questo? O no, cuore mio, è necessario tentare anche questo ovvero strade inedite, o meglio scarsamente esplorate dall'uomo d'oggi, tutto intento a studiare marchingegni, ma così povero di stupore di fronte al Dio Creatore da far piangere gli Angeli custodi per tutto questo sconquasso della natura... per non parlar del resto...

O cara, è proprio questo il tempo per andare loro ancora incontro su di un piano diverso, così da offrirmi in seno alla loro mente perché comprendano frammenti di verità e si domandino finalmente da dove vengono e dove stanno andando e qual'è il vero profondo significato della vita stessa... che è eterna, immutabile e governata da leggi che ancor non conoscono o non intendono.

Pace a te, cara, vivi serena e ama la vita: che non è ancora finita, anzi, è appena iniziata un'altra fase stimolante e vibrante d'Amore che ti vien donato incessantemente. Non tralasciare la guarigione del cuore, ne hanno bisogno, credimi cara.

Pace a te e a tutti i membri del gruppo. Vi benedico nel nome della Trinità santa, amen, amen, amen.

+ + +

Io sono per sempre il tuo Gesù, salvatore e Redentore del mondo e della tu anima.

Va' in pace e benedici, amen +

 

L'APPELLO DI GESU' IN TEMPO D'AVVENTO  

3/12/07

Sono Gesù Cristo, Redentore e Signore del tuo cuore, in attesa dello Sposo.

O sì, cuore mio, non ti voglio far mancare l'apporto di Spirito Santo d'Amore per condurre il tuo cuore oltre le barriere dell'indifferenza e dell'apatica visione di vita.

L'alba del giorno più bello è già cominciata e sta a coloro che si son messi in cammino pregustarne la gioia in anticipo, così come fu per i re magi. Anche allora ci furono ostacoli, ma essi seppero aggirarli per giungere, infine, alla meta e poi sfuggire alla richiesta di colui che voleva distruggere la Speranza del mondo.

Sì, è ancora così! Anche a voi, cari tutti, è richiesto di fare così: allertandovi e chiedendovi di restare fedelmente accorpati al Mio Amore, Io mi assumo tutto di voi, anche i lamenti, i dolori, le preoccupazioni e mi accingo ad offrirli in sacrificio d'Amore al Padre Nostro.

E' questo il Mio dono per voi; è questa la Mia offerta che rinnovo dinanzi a quel sito ove ci fu l'Angelo, mandato da Dio, ad annunziare alla Vergine il concepimento divino, perché potessi nascere in terra e liberare l'umanità dalla schiavitù del peccato.

A questo punto la parola di Colei che divenne poi Madre fu determinante per completare il disegno. E quel “Sì” detto liberamente, con tutta Se stessa per amore, fu la scintilla che fece scoccare il connubio tra il Dio Creatore e la Creatura.

Ed ecco che quel “Sì” divenne il sigillo e il miracolo dell'Amore fece il resto. Con quel corpo di carne Io venni al mondo. Con quel “Sì” di Maria, Io sposai totalmente la Vergine.

E la Madre fece subito il compito, che le fu tosto assegnato, di portare consolazione ed aiuto alla parente anziana, che viveva quella sua gravidanza inattesa con trepidazione e timore.

O creature, se capiste cosa significa dire anche oggi quel Sì: “Sì, Signore, io vengo. Sì, Signore, io accetto. Conducimi Tu, io mi lascio guidare da Te, nelle Tue vie di salvezza”. Non avreste più paura, non pensereste più a chissà quali sventure, ma tendereste la mano fiduciosi al Signore Dio vostro per camminare alla Sua sequela, sicuri di non essere da Lui tra diti o abbandonati a voi stessi, in balia delle forze del male.

Ancora sorgono dubbi e incertezze; ancora voi siete preda di contestazioni, di opposizioni e distorte visioni del disegno che vado tessendo con la cooperazione di alcuni di voi già consacrati al Cuore Mio Immacolato; ancora vi vedo diffidenti e infelici alla ricerca di chissà cosa, quando la Grazia vi passa accanto e voi non la cogliete, non vi aprite, non ascoltate il richiamo della Mia parola d'Amore.

O creature, cosa mai vi trattiene dal sentirvi amati a tal punto che mi son fatto carne per voi e tuttora rinnovo il Mio sacrificio d'Amore per voi, per la vostra adesione e salvezza, affinché pronunziate finalmente quel: “Sì, Signore, io vengo, io mi lascio condurre da Te fino alla fine dei miei giorni terreni, per poi gustare la Grazia dell'eterna vista del Padre.

Coraggio, creature, siate coscienti che questo Tempo d'Avvento è un tempo di Grazia particolare in cui il Signore e la Madre Santa operano incessantemente per favorire la conversione dei cuori, del cuore vostro e di tutti. Poi, quelli che risponderanno all'appello, che oggi risuona a tutto campo, verran consegnati ad Angeli e Santi per essere plasmati e condotti innanzi.

Ma voi, che mi avete vicino e da tanto tempo fruite delle Mie parole e del Mio Amor consolante le antiche ferite, risanante anche le malattie, e che opera prodigi di guarigioni dei cuori più predisposti, come rispondete?

Con quel timido approccio, cari, non si va da nessuna parte; senza un fiotto di ardore non si accendono gli altri e allora che testimoni del Cristo pensate di essere? Tiepidi, forse? Incerti e dubbiosi, voi stessi per primi?

Suvvia, ragionate : se tutto quel che vi è accaduto, sin dalla prima chiamata predisposta in vostro aiuto, non vi dice più nulla, allora lasciate perdere e andate dove volete o dove credete di trovare qualcosa.

Io vi lascio libertà di scelta , ma se un dubbio vi assale, se ricordando tutto quanto, nel tempo, si è dipanato dinanzi ai vostri occhi assonnati, e se ora un sussulto vi prende e tornando a meditare le Mie parole, voi sentite un certo tormento interiore per tante mancate occasioni di scelta che vi son state poste davanti, ebbene, sappiate che siete sulla strada giusta per sentirvi ancora una volta interpellati:

E allora dire all'Angelo - come Maria - quel “Sì”, quella consegna totale nelle mani di Dio Padre: “Eccomi, Signore, io vengo!” che tanta gioia e speranza poi vi darà.

Non mancheranno certo anche le tribolazioni, ma sarà tutto diverso: la vostra sarà una vera famiglia di Dio, ove sarete accolti, amati, aiutati e sorretti in ogni evenienza e pregherete uniti come non mai , come si vuole per voi da tanto tempo .

O infinita Pazienza, opera con tutta la tua Misericordia
perché anche questi figli abbiano a svegliarsi
dal torpore mortale che li vuole ghermire, ad onta
del Mio sacrificio d'Amore verso l'umanità nella prova.

A tutti, cari, Io offro Me stesso, a tutti Io voglio donare la vita, la Vita vera, la resurrezione dai morti viventi in terra, che conducono i loro giorni trascinandosi lenti e amorfi fino alla fine, fino a sentirsi stanchi di vivere, delusi, oppressi da una infinità di pesantezze, con pensieri e azioni condotti solo sul filo di abitudini errate che impediscono loro di cogliere l'anelito di speranza che soffia...

Quel vento leggero che subentrerà, ancor come allora, al frastuono di lampi e venti irruenti che poi si zittirono per far entrare la voce di Dio:

O anime, venite, il Signore vi attende... O anime, venite a Me ed Io vi ristorerò, vi abbraccerò, vi nutrirò e, come bimbi fatti di nuovo innocenti, vi presenterò al Padre dicendo:

“Ecco, Padre, questi sono altri miei figli, che ho generato ancor dalla Croce, nei quali mi sono compiaciuto e li consegno a Te, fiero di essi. Abbine cura Tu, nell'attesa della grande rivelazione finale. Amen, amen, amen”.

+ + +

 

Io sono il vostro Maestro di Vita eterna, Gesù Cristo Risorto! Amen. +

 

 

LA RICERCA DELLA FELICITA'

Sono Gesù Cristo, Redentore e Signore del Cielo e della Terra e per Amore ho voluto incarnarmi e mescolarmi con questa umanità sofferente e in ricerca della felicità.

Ebbene, oggi parleremo della felicità: chimera o realtà raggiungibile? Tu chiedi. Ed Io ti rispondo ben volentieri:

Felicità concreta che viene raggiunta come un traguardo, dopo un percorso da compiere. Facciamo l'esempio, abbastanza calzante, di una gara, sia essa di sci a ostacoli oppure d'altro genere, ma sempre compiendo ogni umana fatica e ponendo anche l'intelligenza per superare le difficoltà della prova e, naturalmente, il coraggio di mettersi in gioco.

La vita infatti non scorre soltanto affidandosi al caso o a ciò che si trova lungo il cammino. La vita è un disegno, imperscrutabilmente Dio pone delle condizioni, diciamo ideali (poi definiremo meglio questo concetto) per dare inizio, col consenso dell'anima della creatura, al suo tempo di vita terrena. E tutto si snoda e concorre al suo bene e a farle compiere il tragitto verso il traguardo finale, ma se la creatura si allontana da Lui e non ascolta il suo cuore, o la voce della coscienza, ecco che compie mille circonlocuzioni che tuttavia la porteranno, come da un labirinto, a uscire alla fine, stremata, ma in grado di vedere la luce, dove il Padre l'attende.

Con Lui poi darà sfogo ai suoi lamenti e vedrà pure lo scorrere veloce della sua vita, ovvero del percorso a ostacoli compiuto; vedrà pure ciò che avrà fatto di bene e dovrà prendere atto - col sentire del Padre - anche di quel che ha fatto di male senza rendersene conto e sarà addolorata e vorrà rimediare.

Tutto questo processo avverrà in seno alla Misericordia infinita del Padre, e la creatura sarà aiutata a riemergere, a rinfrancarsi e a desiderare fortemente di poter rimediare. E guadagnerà, strada facendo, dei meriti che andranno a favore di coloro che ancora vivono in terra per la loro salvezza.

Ecco perché si chiede di pregare anche per le anime purganti, cosi da aiutarle ed esserne aiutati. Comunione dei santi, vuol dire anche questo scambio di attenzioni e amore, sotto la luce della Sapienza infinita che nulla toglie al merito di ogni singolo, ma tutto aggiunge e moltiplica.

Così è avvenuto anche al Mio tempo terreno, con la moltiplicazione del pane e dei pesci, per dare l'esempio di una legge divina applicabile all'infinito.

Un altro esempio: come il commesso viaggiatore compie lunghi tragitti per fare visita ai suoi clienti, così il viaggio terreno si compie facendo incontri determinanti per il proprio destino; quindi nulla è lasciato al caso, bensì alla libera scelta - più o meno consapevole - dell'uomo. E da cui si aprono orizzonti insperati o circoli viziosi, da cui cercare di uscire in fretta, per non farsi risucchiare sempre più. Se non ci si riesce, occorrerà l'aiuto di Dio, che agisce anche attraverso le persone, e che si dovrebbe imparare a riconoscere.

“Per fortuna che...” si dice. No, cari, è Misericordia, solo e unicamente Misericordia divina, che entra in azione per soccorrere l'uomo. E poi certo si fanno anche incontri diversi. E questo avviene quando il maligno si insinua nel disegno e cerca in tutti i modi d'interferire, per far perdere le tracce lasciate da Dio.

E qui, cari, occorre che entri in azione la coscienza di ciò che è bene e ciò che è male per fare discernimento.

Se, come oggi avviene, non si ha più coscienza delle due forze in opposizione e si crede a tutto quel che viene incontro o vien propinato dai cosiddetti mezzi d'informa- zione come se fosse verità, ecco che si cade facilmente nel subdolo gioco satanico e ci si perde.

Ma il Padre, che un Padre buono, ugualmente semina lungo il terreno dei segni, usando talvolta anche quei mezzi che sta all'intelligenza dell'uomo scoprire.

Un gioco a rimpiattino, dunque? Potresti obiettare. No cara, ma un trepido seguire l'uomo nelle sue vicende e soffrire per lui ed escogitare in ogni modo l'aiuto, pur senza ledere la sua libertà d'espressione.

E veniamo ora a quel punto cruciale che stamani tu hai domandato: “Come si fa a convincere un uomo che si è perso dietro infatuazioni tali che lo hanno portato a devianze o addirittura a perversioni”. Forse per ingenuità, aggiungo Io, non subito per vizio, ma anche ad opera di cattivi maestri o incontri che si spacciano per amicizie. E oggi, vedi bene quanto ne sia lastricato il terreno.

Ebbene, Io torno a dire: con l'Amore infinito di Dio si può ottenere qualsiasi remissione, sia di malattia, sia di devianza o quant'altro... Perché anche se può sembrare scontato, l'Amore di Dio è più grande del peccato e a tutto può rimediare.

E ancora tu obbietti: “E se quell'uomo non vuole capire che sbaglia? Anzi è convinto di avere ragione?” E' vero, anche in questo caso la Misericordia può agire: se qualcuno che gli vuol bene prega per lui. Certo, si potrebbe infuriare se lo venisse a sapere, preda com'è delle sue pulsioni; ma è sempre bene pregare per i peccatori, perché Dio ricava più beneficio da essi, dopo il loro pentimento, che da cristiani tiepidi o tremebondi.

Così avviene che quei segni di conversioni straordinarie, costituiscono esempi edificanti atti a indurre altri a rifletterci sopra.

Torniamo al tema della ricerca della felicità... ad ogni costo, con la fretta di prendere tutto quanto si ha a portata di sguardo e di mano... ed ecco l'abbaglio, l'illusione, ed è qui che vi aspetta il maligno.

E se l'uomo vi cade dentro? Allora ha inizio il tormento dell'anima sua e di chi gli sta accanto, poiché la libertà illusoria di farsi del male, credendolo un bene per sé, è in verità un danno anche per altri a non finire... finché non entra in atto ancora una volta la compassione e la preghiera che attiva la Misericordia divina. E si studia uno o più modi per far riflettere quella creatura: nulla si perde, ripeto, tutto però viene a subire ritardo e a rimandare quell'incontro con la felicità che si auspicava sin dal principio.

Ma Dio, che è Sapienza infinita, sa attendere, come quel padre del figliol prodigo, e aspetta, e prega, e soffre, e infin lo ritrova e gli va incontro e lo abbraccia e vuole festeggiarlo, suscitando l'invidia del fratello rimasto fedele al padre.

E qui si direbbe: ma allora conviene essere un gran peccatore, per poi pentirsi e tornare a casa ed essere accolto come un vincitore. No cari, non è così! Il dolore di aver perso per strada qualcosa che vale, la purezza d'intenti e d'azione, rimane a lungo nell'anima e si dovrà sorreggerla e aiutarla a purificarsi.

Mentre per quel fratello fedele alla consegna e obbediente al padre, che non aveva commesso gravi peccati, avverrà la presa di coscienza dei suoi sentimenti meno nobili ed anche della mancanza d'amore fraterno di cui dovrà pentirsi e poi purificarsi. Come vedete, vi è tutto ancor da scoprire sulle eterne leggi di Dio.

Ma la felicità allora in cosa consiste? Nell'eterna vista di Dio anzitutto, e nel Suo abbraccio d'Amore, che è l'unico ad appagare totalmente.

E prima, nella vita terrena? Tu domandi. Sì, capisco, se si è in cerca della felicità si può goderne ancor prima. Ed Io, il Signore tuo rispondo di sì, è possibile, anche se a sprazzi. Mentre quella eterna solo dopo. Ma avviene quando la creatura è liberata dai suoi condizionamenti negativi oppure quando è ancora piccola e innocente; quando è vicina a Dio nei Sacramenti; quando si converte e quando si offre e dice il suo: “Sì, eccomi Signore, io vengo!” Pace a te, per ora ho finito.

L'Amore di Dio va cercato, bramato, atteso e messo alla prova perché è un amore definitivo. Tutto ciò che avviene prima è per imparare ad amare, anche sbagliando, alla Sua maniera.

Pace a voi, miei lettori! E pace a te, creatura redenta, che hai raccolto le Mie parole. Amen, amen, amen.

 

L'ATTESA

4/12/07
Sono Gesù Cristo, Redentore e Signore del tuo cuore.

O sì, cuore mio, eccomi Io vengo a te incontro per continuare il libro che ho in animo di offrire a coloro che ancora non sentono la Mia voce che parla nel cuore e chiedono illuminazione per comprendere i segni dei tempi che stanno vivendo.

O non sia una condanna quella di comprendere ancora e di non riuscire a credere e a sperare, ma un'attesa come quella dell'Avvento, un'attesa fiduciosa che il Messia verrà a bussare alla porta del loro cuore. e verrà a mangiare alla loro mensa e sarà preannunciato da un segno, una frase o dell'altro che farà loro capire che è giunto il momento tanto atteso.

Io non sarò l'ospite di cui aver timore, ma l'amico, il fratello, lo sposo e porterò la pace e la gioia nel cuore ... E allo spezzare il pane mi si riconoscerà!

Io amo non destare sospetto, così mi travesto da povero o mendicante e, se sarò accolto, avrete vissuto con Me il momento più bello del vostro Natale.

Coraggio, andate, andate incontro a quel bimbo esposto nel presepe e non vi fate fuorviare dal fatto che è di gesso. Noi dal cielo sappiamo entrare nella materia, anche quella fatta dall'uomo, per incoraggiare, sostenere, amare ancor più l'umanità nella prova.

Così avvengono anche i miracoli e non stupitevi, se mai arrendetevi, ma non come se fosse tutto scontato o a cui non dare importanza, tanto un giorno la scienza saprà spiegare anche questo. E allora perché non aprire la porta del cuore e dell'intelligenza che in esso risiede, trarre la conclusione più ovvia e appagante? Che Dio è entrato così nella vostra vita per darvi un segno del Suo Amore. In definitiva per dirvi:

“ Ti amo, creatura, e per te son venuto a casa tua. Offrimi un pasto, fammi sedere alla tua mensa.

Portami con te nel tuo cuore e non sarai mai più solo ad affrontare la vita. Questa vita che, pur breve, è così densa di avvenimenti che per lo più ti sfuggono e poco ne comprendi il senso e il disegno che si svolge davanti ai tuoi occhi.

Ma ti voglio portare a vedere, proprio facendo uso della tua intelligenza, mediata dall'apertura del cuore, le meraviglie dell'Amore di Dio che c'entra, oh se c'entra con la tua vita e con le tue scelte fondamentali, perché non vuole vederti perire nella geenna.

Chiamami salvatore. Chiamami come tu vuoi. Chiamami e accorrerò all'istante. Non sono un Dio lontano, ma conto con trepidazione i giorni - o gli anni, ahimé - del tuo ritorno per l'abbraccio finale e per il ristoro della tua anima, finalmente rientrata nell'alveo del nostro Cielo, dopo l'esilio terreno, dove ti sei cimentato nelle tue battaglie o prove di vita vissuta”.

Ora tu chiedi se ti sei salvato e se (le prove) le hai superate.

Ebbene, Io ti dico che vaglieremo insieme tutto quanto, ma soprattutto ti sarà svelato il mistero ovvero quel che ancora, per i limiti della tua ragione, non puoi capire. E non perché io sia un Dio crudele, ma perché la prova in cui ti sei voluto cimentare - ripeto, è stata tua la scelta, Io ti ho assecondato - non perdesse il suo valore salvifico.

Così è stato e così sarà per sempre! L'ordine della vita in ogni sua manifestazione è stato dato da Me, dal Dio Creatore, e ho tenuto conto anche delle possibili e ineluttabili ribellioni, per le quali ho anche sofferto e offerto. Ma non voglio ora rivangare: il dolore per voi, per te, creatura, sarebbe troppo forte e impossibile da sostenere, perciò ho preso su di Me il peccato, tutto il peccato.

Ed ora puoi ragionevolmente accogliere la Mia proposta:

“Perché non vieni meco a Natale? Sì, ti prepari un po' prima da un Sacerdote e poi vieni alla Messa con la tua famiglia. Io sarei felice se tu lo facessi; vieni fratello, amico, vieni e non resterai deluso. Vieni, ti aspetto, vieni... Io sono il tuo Signore, ma chiamami pure amico, fratello, anzi chiamami per nome, Gesù!

Solo così tu puoi aprire il tuo cuore, solo cercandomi, con sincerità, con vivo desiderio d'incontrarmi per le vie del mondo o dove tu sarai. Ma a Natale, ricorda, Io sono là nella Mia chiesa ad attenderti: ti prego, vieni! Amen, Amen, amen“.

...

IL SONNO DELLA RAGIONE (seconda parte)

a seguire alcuni brani del libretto:

 

Introduzione
GESU' PARLA DEL RE DAVIDE

(05/02/08)

La certezza che lo Sposo è sempre accanto a te, sia la tua forza e l'Amore Mio ti darà la comprensione delle “cose” di Dio, delle Leggi divine, della Verità rivelata nelle Sacre Scritture.

Così è, come hai inteso ieri: quando il re Davide accettò le maledizioni, ben sapendo che doveva espiare per i suoi peccati e si umiliò dinanzi ai suoi, ma rese gloria a Dio per la Sua Misericordia. E così fu innalzato, così fu poi onorato nei secoli dei secoli e rimase per sempre colui che diede inizio alla genealogia che portò alla nascita in terra del Messia preannunciato dai profeti.

Così è stato e così ancora si manifesta la potenza dell'Altissimo di fronte alla piccolezza dei suoi servi fedeli…

E li congiunge al cielo e li porta a contemplare le meraviglie della Sua infinita bontà, e li preserva dai pericoli incombenti e li depone come un bene prezioso nel Suo seno.

Così è, cuore mio, così sarà per sempre!

Perché l'uomo, la creatura che è stata creata a immagine e somiglianza del Padre, è così preziosa ai Suoi occhi da sacrificare il Figlio generato dalla Sua stessa sostanza, pur di salvare tutti quelli nati da donna e resi ciechi e sordi al Suo Amore a causa del peccato dei progenitori.

Ma la vittoria sulle forze del male ci sarà, e vedrai i Cieli rivelare la grandezza di Dio; così come Egli si compiacque nel rivelare il Figlio, così ancora farà nel momento della grande rivelazione finale.

O non dubitare, Egli lo farà e tu ne sarai partecipe insieme a tutti quelli che avranno creduto e tenuto fede alla promessa e svolto la missione loro affidata.

Pace a voi, miei discepoli. Pace a voi, mie ancelle e pace in terra agli operatori di pace che dovranno ancor faticare per ottenere quei risultati tangibili da tanto tempo auspicati per la gente che vive là dove nacqui e da dove partì la grande promessa rivelata proprio al re Davide. Pace a voi!

Vi benedico nel nome della Trinità Santa: Padre, Figlio e Spirito Santo, l'unica vera realtà! Amen, amen, amen. + + +

Io sono il vostro Gesù, il Nazareno è tornato e viene a illuminare le genti dalle tenebrose vicende del mondo. Amen. +

 

GESU' RIPRENDE LA SECONDA PARTE DEL LIBRO

(10/2/08)

Ti vengo incontro, nello Spirito, per offrirti ancora l'opportunità di portare avanti il disegno, che vuole comporre un libro degno dei tempi che state vivendo e che, sol per la Misericordia divina, non diventano ancor più densi di prove e sciagure.

 

Coraggio, andiamo innanzi con la fiducia che il Signore non vi abbandona e preferisce essere misericordioso, piuttosto che punire; preferisce concedere ancora del tempo, anziché stringere l'uomo, incredulo o miscredente, in una morsa mortale; gradisce il sacrificio dei giusti e, per questi, concede a tutti ancora la possibilità di rimediare.

 

Per tutto questo, fidati del tuo Signore, anche la pace ritornerà ad allietare i popoli; e le famiglie si riuniranno. Dopo aver vissuto l'ubriacatura di un tempo accecato da satana, che è colui che divide, ora si sveglieranno dal torpore e si disporranno a rientrare in sé, poiché vedranno il danno, conosceranno la verità e vorranno ripristinare l'antica alleanza con Dio, come da sempre l'uomo ha fatto, dopo aver vissuto senza comprendere la sua origine divina.  

Coraggio, mio cuore, apprestiamoci ora a riprendere il nostro discorso. Se tanto tempo è intercorso tra la volontà di operare nel bene e la messa in pratica, ciò non si deve all'inerzia di qualcuno, ma alla pesante coltre che ricopre il mondo, dacché l'umanità, cosiddetta progredita, ha abbracciato il denaro e il potere e ha imposto il giogo ai più deboli e ai poveri della terra. Per questo sbilanciato modo di condurre la vita, ora dobbiamo riportare - in equilibrio di forze - la Terra, poiché anche la Natura ha subìto il contrapporsi di queste forze ed ha finito col cedere parte della sua vitalità.

Conoscendo le leggi della natura, perché l'uomo non offre un miglior esempio di sé? Perché ancor così pochi si battono in questa direzione? Perché accettare lo sfacelo che oramai è sotto gli occhi di tutti? O cari, ancor ve lo dico, per il sonno della ragione , perché prevale il torpore, ovvero il veleno iniettato da colui che odia la Vita e il suo Creatore. Perché ancor non si crede che satana esista e che governa negli animi e nelle menti degli uomini senza fede.

 

O cari, tutto questo dolore non l'ha voluto Dio, ma quel demonio infame che ancora vi tenta continuamente e voi non reagite dicendo: “Vattene, satana! Perché hai offeso il Signore e nulla potrai più tentare per ghermire l'uomo fedele alle leggi di Dio”.   Oggi è tempo di riconoscere la verità, di accoglierla come l'unico bene prezioso e non di continuare a disquisire sulle proprie presunte ragioni e di mettere ancor più confusione facendo parlare tutti senza poi far valere un criterio comune, che faccia riferimento alla Verità rivelata da Dio fin dall'inizio dei tempi. Il Papa è l'unico che sta compiendo l'ingrato lavoro di riportare l'uomo sulla via della Verità rivelata! Abbiate almeno la compiacenza di ascoltarlo e di averne rispetto. E, invece, nemmeno questo.

 

“O umanità, quanto sei ancora lontana dal comprendere la verità!
Padre buono, abbi misericordia e accogli il mio sacrificio in suo favore”  

 

E, rivolto ai cristiani, Gesù dice ancora…   Volendo dar corpo a un movimento di natura spirituale, stiam favorendo le aggregazioni che operano nel bene e a fin di bene; unendo le forze, si avrà maggior peso, anche nel far prendere le decisioni ai governanti. Ma si sa che essi son lenti e pensano prima ai loro interessi.

Perciò non illudetevi, sarà ancora peggio e a soffrirne ancora saranno i più deboli. Ecco perché vi chiedo di prendere parte a un movimento d'Amore in grado poi d'influire beneficamente sulle forze d'opposizione che, prepotentemente, cercheranno d'imporre altri gioghi pesanti a sfavore dei più deboli e provati.  

Coraggio, non siate restii a prendervi parte, il Cielo vi sta aiutando, ma occorre un nuovo approccio basato sul Credo evangelico, sull'Amore di Dio e sul senso di giustizia. Vivete le Beatitudini, ma occorre anche la forza di combattere il buon combattimento a favore di chi è povero e solo.   Andremo incontro a una stagione di tormento interiore, che tuttavia sarà il preludio di altre conversioni: accogliete tutti con fraterno amore, ma non fatevi sommergere dalla pesantezza che porteranno con sé; voi dovrete pregare insieme almeno due o tre volte la settimana, e ogni giorno all'alba come vi è stato già detto, onde riuscire a tener fede alla missione che vi è stata affidata.

Nulla deve essere più importante e sarete aiutati anche nelle vostre incombenze, così da riservare al compito più grande tutta l'attenzione che merita. Così il Signore ha detto a questo oracolo che, in Spirito di verità, ha raccolto le Mie parole. Pace a voi, mie creature, andate in pace e portate frutto alla vigna del Signore vostro Dio!   Vi benedico nel nome della Trinità Santa, Famiglia divina che si offre ancora per la salvezza dell'umana specie e renderla degna figlia del Padre Nostro. Io sono il vostro Gesù Nazareno!

   

SEGNI DI CONTRADDIZIONE

(12/2/08)
Ancor come allora, Gesù dice:  

Volentieri Io dono me stesso e vengo incontro a tutti quelli che vorranno ricevere, in purezza di spirito e buona predisposizione dell'anima, la perla preziosa che ho in serbo per loro.  

Così affronteremo un nuovo capitolo del libretto dedicato a coloro che ancora non sanno o non vogliono intendere la verità della vita, scritta da sempre nelle leggi emanate dal Dio Creatore. E pensare che si credono gente evoluta... e si dannano ancora per trenta denari... e si prodigano incessantemente sol per affermare se stessi. “O povera genìa! Venite a me ed Io vi perdonerò e vi solleverò per portarvi, oltre le vostre ristrette vedute, ad assaporare la grazia e la luce della Verità rivelata, che voi ancor non riconoscete”.

A volte il Mio Cuore si compiace quando vede qualche esempio di conversione, ma poi - vedendolo in azione - soffre nel constatare che tra quel che dice e quel che fa c'è tutta la contraddizione dell'incoerenza umana.   Ecco, parliamo di questo flagello che l'uomo si infligge da sé.

Dovete sapere che fin da principio Dio lo istruì, ponendolo a capo della Creazione tutta e dicendogli di non mangiare frutti dall'albero indicato nel giardino dell'Eden. Ma l'uomo e la donna fecero tutto il contrario e, da quel momento, ebbero su di sé e sulla loro progenie la maledizione... finché il Padre Nostro non decise di generare Se stesso nel Figlio incarnato per risollevare le sorti di quell'umanità infelice.

Ebbene, la contraddizione sta proprio in quel doloroso avvenimento che portò il Cristo alla morte di croce. Ma come? Prima lo si esalta e poi lo si crocifigge? Il giorno prima si inneggia al Messia e poi, subito, gli si volta la faccia? Non voglio insistere su quegli aspetti che voi già conoscete, ma accennare soltanto all'esempio - non tanto di Giuda - quanto di Pietro: colui che voleva difendermi a oltranza, e poi mi rinnega come si rinnega un lontano conoscente con il quale nulla si vuole più spartire.  

Capite, miei cari, dove sta l'origine della contraddizione che poi ha provocato le innumerevoli cadute dell'uomo? Potendo guardare dentro alla storia, ne vedrete di esempi così. Ma ciò che mi preme di più oggi donarvi è la soluzione di un tal comportamento. Se vorrete seguirmi, Io vi indicherò la via che porta alla luce del santo discernimento.  

Se invece voi ancora pensate che sia in gioco soltanto la vostra opinione, vi sbagliate, perché qui c'è in gioco ben altro: l'illuminazione o l'intuizione, o chiamatela come volete, ma è quella Luce che vi farà intravedere, oltre le solite presunte ragioni, che esiste una verità più alta, più ampia, che dona respiro sia alla mente, sia all'anima e al cuore. E tutto poi ricompone come un problema di cui non si riusciva a trovare la chiave di soluzione.  

Mentre l'uomo scarsamente illuminato procede a tentoni e non vede la luce della speranza, non sente ancora il richiamo, si imbastisce e si arrovella dietro falsi problemi, mentre la Luce della Verità rivelata gli passa accanto e lui non la vede, non l'accoglie... Ma il mio intento è quello di porgerla nella mano, che - mentre lo soccorre e lo rialza, lo guarisce dal suo vivere disordinato, dal suo dibattersi senza speranza, dalla sua prigione senza via d'uscita -, se egli l'afferra e si lascia guidare e, nel frattempo, portare anche a vedere la sua verità di peccatore; ebbene, quella Luce lo inonda, lo penetra, lo accoglie tra le Sue braccia e lo perdona per sempre.

Questo è il gesto del Padre verso il figlio che Lo riconosce! E quel momento importante diventa il sigillo della nuova alleanza. Così come fece col popolo d'Israele, così quel Padre buono fa con ogni creatura!   Allora, voi direte, occorre sottomettersi, e della libertà cosa rimane? Ed Io vi dico: tutto rimane, la libertà conquistata con l'Amore spinto al sacrificio di croce. Vien dato all'uomo di scegliere la vita e non più la morte; di scegliere il bene comune e non più la sopraffazione; la libertà di figli e non più esseri senza Padre, senza fondamento, senza alcuna relazione.  

Questa è la Grazia concessa da Dio all'uomo che rispetta le Sue leggi divine, che vuole praticar la giustizia, che non scende a compromessi, che si compiace di fare opere a favore dei poveri della terra e ne assume l'identità, ne risolleva la dignità ed è partecipe delle loro vicende fino a total consumazione di sé.  

Questo è il valore dei missionari, siano essi dediti a portare luce nel cosiddetto terzo mondo, siano essi presenti a prodigarsi nelle vostre contrade e mescolati tra la gente, ma che potete riconoscere da uno sguardo luminoso, da una parola detta che vi colpisce beneficamente, da un sorriso illuminante, da un buongiorno gioioso e colmo di benevolenza. Uomini e donne che portano dentro Me, ricevuto in dono nell'eucaristica specie e, come tabernacoli, ostensori viventi, portano nel cuore ovunque si rechino la buona novella, la speranza, la luce, la pace e la donano incessantemente.  

E voi, che ve ne restate incapsulati e contrariati nei vostri bui meandri, come reagite? Oh, lo sento: talvolta con senso di fastidio, o con rifiuto, con alterigia, con l'orgoglio - peccato d'origine - che ancora vi contrae le viscere con le sue spire. Come il serpente tentatore!  

O uomini di poca fede, quando vi deciderete a riconoscere l'abisso in cui siete precipitati? E vi credete sapienti, e vi opponete strenuamente, sol per difendere le vostre opinioni.

Vi domando: da chi credete siano esse ispirate? Come ve le siete formate? Potete, almeno per un attimo, spogliarvi e, come un libro bianco, lasciarmi scrivere delle parole sante? O meglio: come quei sapienti del tempo d'allora che, tenendo in mano le pietre pronti a colpire la donna peccatrice, aspettando da me una risposta, ch'Io andavo scrivendo nella sabbia e che poi pronunciai a voce alta: “Chi siete voi? Chi è senza peccato osi scagliare la prima pietra!” cessaron di farlo.

Questo mio dire vale ancor oggi, questa verità è scritta per sempre, la legge di Dio non si può infrangere senza pagarne le conseguenze. Ma con la Mia Misericordia, tutto si può ancor riparare, purché vi sia sincerità e pentimento.

Coraggio, miei cari, raggiungeremo la vetta (ndr. nel senso di risalire la china) , se mi darete tempo e ascolto; se vi porrete nella condizione di accettare anche di fare revisione del vostro vissuto; se, con umiltà, vorrete ricevere la Mia benedizione anche attraverso il Mio Sacerdote: “Va' figliolo, il Signore ti ha perdonato e cancellato i tuoi peccati”.  

Questa è la Mia offerta. Pace a te, uomo d'oggi, riflettici sopra, Io son là che ti aspetto da sempre, richiuso nel tabernacolo, prigioniero per Amore, per amor tuo, creatura. Perché ti amo da sempre e per sempre. E mi consumo ancor oggi d'Amore per te. Vieni, ti aspetto a braccia aperte. Io sono tuo Padre, Padre di Misericordia infinita! Amen, amen, amen.

 

PREGHIERA DI GESU' AL PADRE

(18/02/08)

“Padre, così ho voluto che tu avessi
la mia vita per amore delle creature.

Padre, tu sei in me ed io in te!
Sia fatta la tua volontà.
Quanto a me, vengo a te,
dopo aver compiuto la mia missione in terra.
Abbine cura tu, mentre io compio,
rinnovandolo, il mio Sacrificio.
Ora, Padre, benedici questo pane
e benedici questo vino,
che siano il mio Corpo e il mio Sangue
che verserò per la salvezza di tutti.
Amen.”

 

Vengo a te, perché sento che sei ostacolata nel fare come ti ho detto e ti rimuoverò il corpuscolo dentro al tuo occhio che ti fa soffrire: ebbene prendiamo l'esempio calzante di questo piccolo fatto, offerto a Me in riparazione, che ho gradito al punto da venirti incontro per sollevarti .  

Quante travi vi sono negli occhi delle persone, che non vengon rimosse e, mentre esse continuamente rilevano le pagliuzze negli occhi degli altri, non vedon se stessi e i loro peccati. Il nostro discorso infatti verte sul problema che, mentre tutti o quasi vanno dicendo cose a debito di altri, poco o nulla vedono, nel proprio comportamento e vissuto, degli stessi difetti, delle stesse pecche, degli stessi peccati di presunzione e d'orgoglio.  

Ricordatevi sempre che solo se siete senza peccato, potete essere dei giudici giusti e misericordiosi, perché il peccato è come un germe, un virus che intacca le parti vitali o quelle più deboli. Così agisce il peccato e il tentatore lo sa, perciò attende la preda senza far la fatica di imbastire circostanze a lui favorevoli onde trarla in inganno.

Ancor voi non sapete con quali mire egli agisce, ma ora potete - in virtù della Mia grazia - evitare continuamente di cadere nei suoi tranelli; e le vostre menti ancora scarsamente irrorate devono essere rieducate e rafforzate per non farlo entrare e prender possesso dei vostri pensieri.

 

Allora la trave che giace nei meandri bui delle coscienze, ora andrà rimossa e - con la forza dello Spirito Santo, del Mio Sacrificio d'Amore, della preghiera incessante dei Miei fedeli cristiani e del dono della madre Santa e di tanti Martiri della fede, con tutto l'apporto di questo Amore, riusciremo a sfondare i baluardi delle coscienze onde ristabilire l'equilibrio perduto. Quindi la verità della vita parrà più chiara agli occhi di tanti che avranno il coraggio di far revisione.  

Sì, cari, perché a questo Io tendo: a far capitolare dalle torri dell'orgoglio quei cuori refrattari all'Amore di Dio e insensibili ai bisogni del prossimo, perché ancor arroccati su se stessi e sulle proprie presunte ragioni.  

Oh, non vale far elemosina; non vale credersi giusti sul perché si è concesso se stessi per una volta; oh, non vale che per mettere a posto la coscienza sporcata dai troppi peccati, si compia un unico gesto di solidarietà senza sforzo.

E non serve tutto il daffare che si fa nel mondo per raccogliere fondi, che poi vanno dispersi in mille alibi e, alla fine, son donati - con sforzo - solo in ciò che rimane, dopo aver lautamente mangiato alle spalle dei poveri della terra.  

Oh, non si può dire che siano cambiate le abitudini ormai radicate nell'uomo scarsamente irrorato di Spirito Santo.

Allora cosa fare concretamente per rimediare, almeno in parte, a tanto sciupìo di forze, a tanto parlare e fare senza costrutto? Oh, cari, sol con la sofferenza si può riparare; sol con il sacrificio di croce; solo mettendo in gioco se stessi e patendo col Cristo solo e abbandonato; come le donne rimaste ai piedi della croce; come Giovanni, l'unico dei discepoli che non era scappato. Così ho voluto fare per la salvezza dell'umanità ingrata eppure amata al punto da volermi immolare per essa... E ancora lo faccio, di generazione in generazione.  

Così cari Io ora vengo a prendere atto della situazione che grava sulla terra, sperando di trovare ancora dei giusti, dei fedeli alla croce, delle donne piangenti per i propri figli, degli onesti che pongon se stessi al servizio per fare la Volontà del Padre.  

Io vengo sperando che vi siano le menti più aperte, i cuori compresi nello slancio d'amore al Cristo, nella volontà di servir la Sua causa, nel porre la mano sul petto per rinnovare la promessa già fatta di consacrazione della propria vita al Mio Cuore sofferente e trafitto.

Così Io vengo ancora, sperando anche di rintracciare quei poveri esseri senza meta, che vagano nel mondo danneg-giando ovunque, sperperando risorse, affliggendo le genti con le loro presunte opinioni e ragioni, spinti dall'insostenibile teoria di un mondo che declina pericolosamente. E si credono saggi, e si sentono esperti, e si dannano ancora per trenta denari!

 

“O umanità, quanto dovrai ancora patire,
per questi esseri senza coscienza!”

 

   

A PROPOSITO DEI POTENTI DI TURNO

Poniamo ora il caso di un personaggio che, illudendo le genti di risolvere tutti i problemi, chiede consenso e, mentendo, riesce ad accaparrarsi altro potere, altro tempo per fare tutto ciò che a lui piace e che nulla ha a che fare col bene comune. E ancora ci prova ripetutamente, dopo aver subito delle sconfitte, a nulla è valso perché non sente la voce della coscienza, perché la sua anima è sporca, perché il suo cuore è chiuso e fa tutto solo per l'apparenza, solo per mostrare agli altri la sua veste di benefattore dell'umanità.  

E voi credete che possa ingannare anche Dio? Oh, la risposta già la sapete. Perché allora lo si lascia ancor fare? Non sapete ora dirmi il perché? Ebbene, ve lo dico Io: perché siano le genti a comprendere il male che fa, siano le forze migliori in campo a ribellarsi al giogo del dittatore, siano i giusti a denunciare le sue malefatte. Perché Dio non interviene? Perché è stato sancito ancor prima con le leggi emanate dal Padre di dare all'uomo piena libertà di scelta: di scegliere il bene e non il male, di far valere le giuste ragioni, di difendere il povero e il debole dal prepotente di turno.

 

Ecco il peso della libertà, la responsabilità della scelta.

E allora non vale restare inerti, sfuggire al necessario intervento, voltare le spalle al bisognoso, evitare di prendere posizione anche contro i baluardi più forti. Tutto questo, cari, è l'ignavia (o accidia), peccato ancora annoverato tra quelli gravi; imponendo a se stessi un tal comportamento si finisce nelle spire dell'inferno perenne. Ecco, oggi, la tentazione che grava anche sui popoli, che grava sul vostro paese.

Oppure si trasforma in protesta vibrante - è ben vero - ma senza un vero senso civico, con costruttive ragioni volte a risolvere il problema impellente; senza la volontà vera di mettersi in gioco, se non per apparire e poi lavarsene le mani.

O sì, la sindrome di Pilato ancora prende il sopravvento!  

Dopo duemila anni siamo ancora a quel punto? No, non lo credo! E voglio darvi il conforto di sapere che, per la fede di coloro che vi han preceduto e di quelli che pregano incessantemente, Io vengo a risollevare le sorti di questo paese, caro al Mio Cuore e caro ai Miei santi apostoli Pietro e Paolo.

(...)

 

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