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La storia della Famiglia

Il Rosario della Famiglia

Testi per il percorso mostra

 

 
   
 

LA STORIA DELLA FAMIGLIA...
parafrasando la parabola del Buon Samaritano

 

“La famiglia scendeva da Gerusalemme a Gerico per le vie tortuose

della storia, quando incontrò i tempi moderni.

Non erano più briganti di altri, ma si accanirono contro la famiglia.

Le rubarono la fede, che più o meno aveva conservato, poi le tolsero

l’unità e la fedeltà, la serenità del colloquio domestico, la solidarietà con il vicinato e l’ospitalità per i viandanti e i dispersi.

 

Passò per quella strada un sociologo e disse: “E’ morta”.

Passò uno psicologo e disse: “Era oppressiva. Meglio che sia finita”.

La incontrò un prete e la sgridò: “Perché non hai resistito? Forse eri d’accordo con chi ti ha assalito?”.

 

Infine passò il Signore, che la vide e ne ebbe compassione e si chinò su di lei lavandone le ferite con l’olio della Sua tenerezza e il vino del Suo

Amore.

Se la caricò sulle spalle e la portò alla Chiesa, affidandogliela, dicendo: “Ho già pagato per lei tutto quello che c’era da pagare. L’ho comprata con il mio sangue. Non lasciarla sola sulla strada in balia dei tempi.

Ristorala con la mia Parola e il mio Pane. Al mio ritorno ti chiederò conto di lei”.

 

Quando la famiglia si riebbe, si ricordò del volto del Signore e,

guarita dalla sua solitudine egoista e dalle sue divisioni, decise di fare altrettanto e di fermarsi accanto a tutti i malcapitati della vita per assisterli e dire loro che c’è sempre un amore vicino a chi soffre ed è solo.

 

San Luca non dice che vi sia stato un commiato solenne, con scambio di indirizzi tra il samaritano e l’uomo salvato.

Così venne ripristinata la solidarietà umana: se in ogni volto, in futuro, il malcapitato poteva temere di riconoscere i suoi assalitori, ora poteva anche pensare di riconoscere il suo Salvatore.

Anche nella solidarietà quotidiana può ripetersi questa riconciliazione umana. Ciascuna infatti può e deve testimoniare la presenza affettuosa del Signore”.

 

 

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TESTI PER IL PERCORSO MOSTRA

 

 

Maternità, sorgente di vita e d’amore...

Come un fiume di grazia, che mai si arresta,

se non nel mare dell’Amore infinito di Dio!

 

Luci e ombre, notte e giorno,

conoscenza e illuminazione,

volontà e speranza...così la Grazia

entra nella famiglia benedetta

dal Padre e dalla Madre celesti.

Io sono l’Amore che unisce i due nubendi.

Io sono la loro coscienza.

Uniti a Me, diventano parte della Creazione:

potenza cosmica, liberatrice di altre forze

che la natura accoglie nel grembo materno....

Pare solo ingrossamento,

mentre lì dentro avviene il più grande miracolo

della potenza d’Amore,

paragonabile a un’esplosione cosmica.

 

O umanità, quanto sei ancora lontana dal comprendere la Verità!

Eppure Dio ti ama! Poiché ti ha generata non può far altro che amarti,

come figlia, come un padre che il figlio rifiuta e soffre in silenzio e sente tutto

il dolore del mondo dei poveri e diseredati e vive in seno ad essi per consolarli

e portarli con Sé nell’ultima ora.

O umanità, quanto sei ingrata verso la Vita e il Creatore della Vita, Dio Padre!

 

 

COME RIMEDIARE ALLA MANCANZA D’AMORE?

Con Gesù in mezzo, con la fede sincera,

camminando insieme, dialogando e

chiedendo aiuto e consiglio...

L’Amore “deluso” si può riparare,
la pace nel cuor ritrovare, la gioia negli occhi

s’accende e tutto intorno risplende.  

Un sentire diverso? Un pensiero fuggente?

Un gesto di pace, una carezza, non basta

a colmare la mancanza d’amore,

a placare un attacco di rabbia,

l’Amore richiede di esser curato come

una profonda ferita che ha lacerato

il tessuto vitale... La volontà di uno solo non basta, ci vuole

l’Amore di Dio per ricucire le tele strappate,

le volontà disgregate, per far cessare le lotte,

gli egoismi, le incomprensioni...

 

Cos’è allora che salva?

L’Amore di Dio donato senza alcuna pretesa

e poi coniugato, riversato...

e la voce del cuore si accende di nuova speranza.

La coscienza di voler fare la pace, di ricominciare su un piano d’intesa diverso.

 

Come fare? Una preghiera sincera,

una richiesta d’aiuto: “Signore, vieni Tu

a riportare la pace in famiglia...”

E un gesto d’amore donato, un’offerta gentile di pace,

una parola che ricordi il felice passato...

E poi? Lascia che Dio faccia il resto e ti benedica!  

  

 

Il miracolo della vita nascente...

contemplando quel volto di bimbo innocente

che rispecchia il volto di Dio,

che porta al di là delle ristrette vedute

e ci dice: “Accoglimi, abbracciami,

custodiscimi mamma, proteggimi papà!”

Un sorriso di bimbo innocente ci apre il cuore

all’amore più puro... un balbettio d’infante

ci consente di riandar con la mente all’infanzia

e a ripetere il gesto di una carezza e di un bacio

al primo pronunciar la parola: “Mamma, papà!”  

 

 

8/11/2006

Sono Padre Pio, prete di Dio, vi benedico nel nome del Padre, del Gesù Cristo e dello Spirito Santo, amen.  

Sì, cari figli miei, vi si attendeva per comporre e portare a compimento la parte più impegnativa che è la Parola, sia essa della Sacra Scrittura che dettata in Spirito e Verità.

Per far questo, voi dovreste davvero ritirarvi in silenzioso ascolto e, meditando sulla Sacra Famiglia, ricevere anche le ispirazioni.

Potete farlo ancora? I tempi ve lo consentono? Misurare le forze vuol dire anche questo; che si impegnino di più le persone, anziché fare pur di fare. Altri vi sono che vi possono sostituire nelle cose ormai definite.

Cosa significa ciò? Pensateci bene!

Inutile a parer mio che tu, Gianmaria, vada a prendere le opere; è ben più importante che tu sia presente quaggiù che l’impatto con la comunità deve avvenire in modo dolce e non crearvi problemi.

La scrivente non deve impegnare il suo tempo così, mentre v’è il libretto che attende di venir completato.

Per questo vi ho chiamati ed ora veniamo al dunque. Indubbiamente ci state mettendo il cuore e questo si sente, ma ancora incertezze vi sono per l’organizzazione, così mi permetto di darvi suggerimenti e consigli anche pratici.

Mentre mi aspetto che siate immersi nella Parola divina, onde trarre ispirazione per le scritte lungo il percorso delle immagini, che per altro vanno molto bene, la parte di presentazione la potremmo fare così.

Il tempo è ristretto, ma ancora permette di pregarci sopra e valutare il percorso come se voi foste il visitatore; procediamo con ordine:

 

Entrando, vi soffermate a leggere lafotografia grande (il manifesto all’ingresso, ev. anche fuori su di un cavalletto). E poi, cosa vi aspetta? Un’altra scritta? Non direi: meglio un’opera del Cirillo all’ingresso che accolga e l’impatto sarà già positivo.

Sacra Famiglia (icona manifesto) e Sacra Famiglia scultorea.

 

Poi si entra e trovate subito, che cosa? Il corridoio interno arredato.

Cominciando a percorrerlo, porrete attenzione a quel che volete comunicare:

 

A te, visitatore, a te il Signore vuol parlare...

per immagini e con le opere di artisti

che hanno sentito profondamente

il Valore della Famiglia.

E poi ancora con le immagini che oggi

il mondo ti rimanda... dolore, lacerazioni,

delusioni, separazioni, incomprensioni.

 

Dunque dov’è che Egli ti parla?

Quando ti soffermi a rifletterci sopra.

 

Quand’è che tu vedi con gli occhi del cuore

la vita che ti sta intorno?

Quando accogli l’Amore, quando tu doni te stesso.

 

O sì, caro visitatore, riflettiamo insieme...

Ci accostiamo al ricordo della tradizione:

In tutte le case v’erano le immagini sacre che vedi

e ci rassicuravano sulla continuità della famiglia,

di generazione in generazione...

Sì, eravamo bambini allora, ma tutto conserva

un cuore puro e innocente.

 

E poi, cos’è successo?

La vita ti ha preso la mano, ti ha portato oltre,

ma dove sei approdato?

Nel mondo d’oggi in preda alla confusione,

dei ruoli, della fretta, dell’ansia...

Vi sono ancora famiglie felici? Non è utopia?

Ci siamo illusi? La tristezza, il dolore, la desolazione...

e non c’è la volontà di ricostruire.

Cos’è mai accaduto?

 

Oh, direbbe il Signore, a te, visitatore:

“Ti sei perso per strada, ti sei dimenticato di me!

Ti ho atteso a lungo ed ora sei qui, vieni e riflettiamo...

guarda com’è bello il sorriso dei bimbi,

guarda la sposa, guarda quelle mani...

 

I volti del dolore, della rabbia, del rimpianto,

ma poi... dal buio alla luce, dalla tristezza alla gioia;

guarda i volti della gioia, si può ancora ricominciare,

si può ancora sperare, si può ancor perdonare.

Si può ancora amare... se tu, veramente, lo vuoi!

Chiamami, e accorrerò in tuo soccorso.

Il mio Amore vi comprende tutti quanti

e non ne voglio perdere neppure uno.

Ecco la mia offerta d’Amore!

Tu prega, visitatore, e al resto penserà

il tuo Signore! Pace a te e alla tua famiglia!

 

In fondo al percorso troverai un’immagine,

soffermati a rimirarla, è un dono “speciale” per te...

Un giorno che Dio vide quel sacerdote incerto,

e talvolta incredulo, lo amò e gli fece il dono più bello:

di ritrovare la Fede... E la Sacra Famiglia lo benedisse!

Era tempo d’Avvento.

Ora fa’ che anche per te sia un tempo

di rinnovamento, è questo il tempo, non sciuparlo

con acquisti e consuetudini oramai superate,

vivilo nel profondo, come il dono di un valore più alto

da offrire ai tuoi cari, e a chi incontrerai, dona a tutti

il sorriso di una nuova coscienza di te stesso

e di un’alleanza con Dio, che non è mai cessata.

Ti voglio bene, creatura mia, e ti benedico!”  

 

Sarebbe bello lasciarne traccia anche sul libretto; orsù ponetevi al lavoro con le scritte da porre in evidenza; alla mostra ne basteranno alcune, e le stesse ed altre per ogni capitolo del libretto d’Amore. A proposito del quale vi suggerisco di mettere all’inizio queste parole:

 

Tutto quel che è scritto è stato ricevuto in spirito e verità, ma si lascia al lettore la facoltà di credere, di valutare, di criticare anche, sempre tuttavia tenendo conto la buona fede di chi ha fatto il lavoro.

Nella seconda parte di queste pagine, sono riportati i discorsi sulla Famiglia

di Giovanni Paolo II, Benedetto XVI e del cardinal Tettamanzi, ai quali l’opera

si è ispirata per comporre tutto il resto, la mostra e gli incontri, sotto la guida

di santi e angeli protettori del gruppo di preghiera. Buona lettura!

Padre Pio, servo e prete di Dio!

 

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