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INDICE MESSAGGI ANNO 2013
 
 
 
     
  TEMPO DI QUARESIMA  
     
  PREMESSA: GESU' ALLA SCRIVENTE (7/1/13)  
  GESU' PROSEGUE NEL RACCONTARE (7/1/13)  
  LUCE PER ILLUMINARE LE GENTI (7/1/13)  
  NON E' L'APPARENZA CHE CONTA(17/1/13)  
  GIOVEDI SANTO (23/1/13)  
  MENTRE LA PASQUA SI AVVICINAVA (24/1/13)  
  ERAVAMO UNA VERA FAMIGLIA (25/1/13)  
  AVEVO ANCORA DELLE COSE DA DIRE AI MIEI APOSTOLI (26/1/13)  
  GESU' CHIEDE DI SOFFRIRE CON LUI (29/1/13)  
  ...E COME LODARE? COME PREGARE? COME AMARE?(2/2/13)  
  PROSSIMAMENTE AVRETE DELLE SORPRESE (3/2/13)  
  MESSAGGIO DI GESU' PER LA CHIESA (4/2/13)  
     
     
  A PROPOSITO DI PAPA BENEDETTO XVI E PAPA FRANCESCO  
     
  DOPO LE DIMISSIONI DI PAPA BENEDETTO XVI (14/2/13)  
  SENTO IL DOLORE PER L'ABBANDONO DI PAPA BENEDETTO XVI (26/2/13)  
  DOPO LA PARTENZA DI PAPA BENEDETTO XVI (1/3/13)  
  GESU' INTERVIENE DOPO LA NOMINA DI PAPA FRANCESCO (15/3/13)  
  PREGATE CARI, PER PAPA FRANCESCO (19/3/13)  
  OGGI VENGO DA MAESTRO... (21/3/13)  
     

 



Premessa


(7/1/13) PREMESSA: Gesù alla scrivente

…Mi appresto a darti una nuova incombenza, per il tempo della Santa Quaresima, onde meditarla in preghiera. O sì, ti aspettavo per dare inizio al nuovo progetto che ti vedrà impegnata in questo tempo di salvezza e perdono per tanta parte dell’umanità nella prova. E vengo a dettarti le parole sante poste al servizio della Mia causa. Allora ti chiedo di stare attenta a ricevere e a comprendere le Mie parole, donate come sempre dalla Sapienza infinita del Padre Nostro, affinché nel Figlio si manifesti ora e sempre la Sua Divinità e Umanità.


Procediamo con ordine: mentre nel libro già fatto, (ndr. Dalla culla alla croce) ti avevo parlato del Mio pellegrinare in Galilea per portare alle genti la buona novella, questa volta vorrei parlare di come vivevo l’attesa della chiamata finale del Padre Mio, poiché sapevo che avrei dovuto dare la prova suprema d’Amore: di un Dio che offre Se stesso e, quindi, il Figlio come parte di Sé.
Ti chiedo di partecipare con Me al grande travaglio Mio e del mondo per la rinascita spirituale e morale, ove la Verità sia resa visibile a tutti quelli che vorranno credere e tornare a sperare di poter vivere in un mondo migliore.


Il Mio accenno alla Quaresima è per prepararti affinché tu sia pronta a partire e a ricevere tutto il Mio Amore, che sente e che soffre, e ti chiede di partecipare almeno un poco, perché c’è in gioco molto di più di quel che tu possa immaginare.


Coraggio, cuor mio, affidati a Me che sono lo Sposo e avremo percorso insieme un altro tratto del nostro cammino di ritorno alla Casa del Padre.
L’inizio avverrà a breve, quando il tempo del Natale nella liturgia sarà terminato, ma le avvisaglie ci saranno ancor prima. Tu rimani serenamente in attesa della chiamata particolare.


E riprenderò il discorso che feci, inserendo altre espressioni legate alla Mia sofferenza che, finora, non ho voluto dirti perché non eri ancor pronta a riceverle. Così, quando farete la ristampa del libro, potranno essere inserite.


Sì, verrò verso le cinque della sera, la mia Ora in cui pregavo al Getsemani insieme agli apostoli, prima che mi venissero a prendere.
Allora ascolta, mio cuore: la Mia voce ti giunga serena, non sei preda di illusioni, tu sei stata resa adatta alla ricezione mediante vari momenti, che potrai anche citare, qualora non ti si credesse.


E, se sta scritto che oggi il tempo è venuto che sia Io a parlare alle genti, perché dubitarne ancora? (Ebrei 1,2)


Riprendiamo il nostro lavoro partendo dal Mio pellegrinare per andare incontro alle genti; ma non mi soffermerò soltanto ai ricordi di allora, bensì mi porrò al presente: perché devi sapere che ho visto – in tempi recenti – tante situazioni in altrettanti paesi e contrade, anche del vostro paese, e mi son reso conto che poco si osserva… e si conserva della fede solo la tradizione. Ma Io vengo a scuotere le coscienze e ancor non si crede che sia giunto il momento di una vera conversione.


O umanità, quanto sei obnubilata e distolta dalla Verità. Eppure ti è stata rivelata ed è stata altresì commentata dal Mio Papa e da tanti santi predicatori. Ma tu ancora non vedi e non senti. Cosa debbo Io fare di più per risvegliare il tuo cuore al concetto del vero Amore? Tu capirai quando avrò raggiunto il Calvario e sarò immolato sulla Croce? Io lo spero, perché altrimenti dovrò prolungare l’attesa e la sofferenza di quei pochi rimasti fedeli alla Croce di salvezza. Ma Io spero, la Madre Santa spera e tutto l’universo angelico spera che, alfin, tu ti desta alla Verità rivelata. Oggi è ancor più necessario che tu, umanità, capisca… per la tua felicità… di aver ritrovato te stessa e i valori che ti son stati inculcati, non solo dall’educazione, ove c’è stata, ma perché sono da sempre inseriti nella tua coscienza o anima… Vivere la vita è per comprenderne il vero significato e la speranza che nutro per te è la salvezza.

L’attesa era parte del progetto. L’ascolto del Padre era tutto ciò che potevo avere e mi ritiravo spesso, quanto potevo permettermi avendo sempre con me i discepoli. Talvolta rinunciavo a stare in disparte, ma la notte era Mia e lì mi intrattenevo con Lui onde ricevere anche risposta alle Mie domande che, numerose, nascevano dentro di me.


Così trascorsero i primi due anni: compiendo guarigioni e donando segni della Misericordia infinita di Dio. Mi avvedevo però che in pochi capivano il senso profondo del Mio operare, ma non importava, Io dovevo fare come Egli mi aveva detto e, da Figlio, obbedivo al Padre Mio.
La vita scorreva velocemente e mi ritrovai all’inizio del nuovo anno nel quale si sarebbe compiuto il Mio sacrificio supremo… Credimi, Io ero felice di essere giunto alla fase determinante perché sapevo ormai qual era il destino finale. Anche se dapprima avevo sperato che la gente cambiasse, ora ero consapevole che senza l’offerta totale della Mia vita, non si sarebbe compiuta la Mia missione in terra.


La volontà di porre in atto tutto quanto poteva indurre la gente a comprendere era costante. Anche se intuivo quanto fosse difficile il Mio compito, avevo tuttavia dei fedeli seguaci che mi aiutavano e degli amici cari che mi ospitavano donando se stessi alla Mia causa e, pur senza arrivare a capirne la portata, erano così fiduciosi da permettermi di stare bene con loro e di recuperare le forze dalla fatica di predicare alle genti.
Anche le donne partecipavano a questi incontri e la gioia albergava nei cuori di tutti i presenti. Quando si raccontavano le esperienze vissute, erano così attente da commuovere il Mio cuore. Così trascorse in letizia la parte più bella. Ma già si profilavano le prime avvisaglie atte a farmi capire che così non poteva durare ancora a lungo.

 

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9/1/13 Gesù prosegue nel raccontare…


Ebbene, vorrei continuare il racconto del mio vissuto nelle ultime fasi della mia vita in Terrasanta…
Così si promulgavano gli editti e le restrizioni a carico degli ebrei da parte dei soldati romani. E la gente sembrava sempre più insofferente a tutto ciò, finché gruppi di loro, con a capo un tale di nome Barabba, vennero alle porte della città e furono presto sconfitti dai soldati e messi in carcere in attesa di giudizio del governatore romano.


Di queste cose ebbi sentore allorquando arrivai a Gerusalemme e mi resi conto che avrebbero influito sul mio destino. Ancora non sapevo come, ma ne fui certo… e pregavo il Padre di concedermi altro tempo per poter donare ai tanti che mi seguivano la parola e la fede in Lui.
Trascorrevano i giorni predicando per le contrade e ove venivamo accolti, sia nelle case di possidenti, che dei poveri. Così la vita mia e dei discepoli scorreva e talvolta mi ritrovavo a pensare: “Ce la faranno, Padre, a sopportare per me tutto quanto?”
Allora il Padre m’infondeva forza e certezza che ciò sarebbe avvenuto se avessi tenuto fede alla promessa di voler andare fino in fondo al Mio sacrificio d’Amore .
Il servizio di portare sollievo ai malati e agli indemoniati ora veniva svolto da alcuni di essi e quando capitava che se ne tornassero delusi, dovevo rassicurarli che la loro vera forza di guarigione era la fede e non le loro presunte certezze o qualità.


Mi si inteneriva il cuore quando invece vedevo nella gente umile e misera la luce della vera fede e avveniva che ci fossero più miracoli fuori dagli schemi fissati, piuttosto che in seno al gruppo dei discepoli. O poveri cari, quanto li amavo anche per i loro cosiddetti insuccessi. (Mc 9, 14-29; Lc 9,40…) erano così puri e trasparenti, pur se rozzi e incapaci di vedere nella profondità del mistero che non potevo far altro che amarli così come essi erano.
Sì, è vero, talvolta mi sentivo anche solo… non ero diverso dalla maggior parte degli esseri umani; avendo assunto questa umanità, percepivo in tutto e per tutto i senti-menti umani ed ero conforme a loro, tranne che per il peccato. In quei momenti l’unico conforto che potevo avere era quello di restare in silenzio cercando in cuor mio la Presenza divina del Padre…
“Ecco, Padre, io sono qui per Te, insegnami ad amarli così come sono, insegnami che l’Amore tuo può tutto, anche sovvertire l’ordine delle cose per mostrare al mondo che Tu sei presente, che Tu sei il Signore, che Tu sei tutto per loro e per me.”


E tosto giungeva al mio cuore la risposta del Padre mio:
“Concedi, Figlio, a te stesso di patire per essi; così avrai compiuto la Mia volontà”.
Mi apprestai a vivere quei giorni in silenziosa attesa che gli eventi prendessero forma e sopravvento su di me e mi arresi alla volontà del Padre, senza formulare altre richieste. In un certo senso ero fuso interiormente con Lui nella tensione di volere per tutti la salvezza delle anime, ancor che dei corpi. E seppure, in quei momenti sublimi, non comprendessi ancora in cosa dovesse consistere, andavo via via meditando e accettando le parole del Padre mio… preparandomi a vivere gli ultimi giorni con la determinazione e la forza di Dio Padre infuse in me.
Così avviene anche per voi, cari lettori: più la si chiede, più si ottiene la forza dei veri seguaci di Gesù Cristo per vincere le battaglie del mondo.


Mi rendevo conto di avere poco tempo davanti a me e, fremendo di compassione per loro, cercavo il modo per compensarli... Chiesi perciò ai miei compagni di cercare un tale che conoscevamo e abitava entro le mura della città, per celebrare in casa sua la Pasqua, ormai imminente.
In quei giorni avevo ritrovato anche il conforto della Madre mia e delle donne al seguito e, più sensibili degli uomini, parevano capire l’avvicinarsi della fine e mi si facevano intorno, giungendo perfino a usare dell’unguento sacro per ungermi i piedi durante un banchetto in casa di un fariseo (Lc 7,36-50). E quel gesto pieno d’amore mi fece sciogliere il cuore a tal punto da farmi prorompere in quell’invettiva che il pover’uomo forse non meritava.

 

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7/1/13 "Luce per illuminare le genti"


Questo è il titolo del capitolo che andiamo a scrivere ora… Oggi la Mia Luce rifulge, ha sconfitto le tenebre : E’ la nuova venuta del Cristo! E questa verità risuona su tutta la terra.
Ma le genti comprenderanno, tu chiedi? Io sento che possono farlo, se lo desiderano, mentre questo non lo posso decidere Io, per la libertà che è stata data agli uomini.


Perché tutto abbia a svolgersi nel Disegno di Dio, oggi chiedo ai Miei cristiani fedeli alla Croce di restare uniti: il tempo dell’attesa è venuto, è questo, non disperdetevi in mille rivoli, la Mia Casa è la Chiesa per ritrovarvi insieme a pregare.
La pace sia in voi, cari tutti, Io vi sarò accanto fino alla fine del buon combattimento e dei tempi concessi a satana; perché il riscatto è vicino, l’Amore vi arride e la pace verrà per tutti i popoli della terra, quando egli sarà relegato per sempre negli inferi da cui proviene.

Liberati i miei discepoli dal restare assieme, mi recai al monte santo, detto degli ulivi, a pregare… Non ero ancora sicuro di quanto tempo mi restava, ma – come ti ho già detto – sentivo già le prime avvisaglie e fremevo più che mai dal desiderio di stare unito al Padre mio.


Giunsi nel mio luogo preferito, quel giardino o orto degli ulivi e, chiedendo al Padre d’illuminarmi, Egli mi fece intuire che dovevo soffrire molto. Ebbi anche visioni frammentate di quel che sarebbe accaduto, ma ancora restavo come uno spettatore a guardare… Non sapevo che quella era una sorta di preparazione messa in atto dal Padre… Avrei raggiunto il culmine della consapevolezza e della sofferenza conseguente, solo più tardi durante la sera fatale, quando sudai sangue.


Pertanto i miei giorni si andavano svolgendo all’insegna della predicazione e, donando tutto me stesso alle folle, era come se volessi infondere in loro una parte di me, di quello Spirito del Padre che era in me. E dove si capiva che c’era stato l’apporto divino, le creature si liberavano dai pregiudizi: avevano fede in me, nel Messia tanto atteso, e credettero. Ma dove si mostravano scettici, non potevo far altro che pregare per loro e lasciarli, purtroppo, al loro destino.


Il mio andare ora era divenuto frenetico nell’intendimento di raggiungerli tutti, perché sapevo che attraverso lo Spirito del Padre che era in me, essi sarebbero poi stati in grado di comprendere la verità… Ma quando, solo Dio lo poteva sapere.
Vivevo dunque da pellegrino. Talvolta, trovavo ristoro ancor dagli amici e mi rincuoravo nel vederli così affettuosi e premurosi tra loro e con me. Questa, pensavo, è la famiglia di Dio, ove tutti i fratelli vivono insieme e sono un cuor solo e un’anima sola (At 4,32) “Fa’, o Dio, che sia così per sempre… anche dopo”.

 

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17/1/13 Non è l'apparenza che conta

... Conoscevo bene il carattere del mio popolo e per questo dovevo dimostrare loro che il Figlio di Dio poteva compiere qualsiasi opera sotto la Sua direzione. Ma essi ancor non capivano e spesso ero costretto a ritirarmi a pregare per avere la forza di continuare a combattere la buona battaglia. Sì, anch’io la dovevo fare in nome di far prevalere l’Amore al di là di ogni provocazione.


Il coraggio mi veniva dal Padre mio che mi diceva: “Non desistere, ce la puoi fare a scalfire i loro cuori. Vai avanti a predicare, anche se molti ti voltan le spalle, ci sarà sempre qualcuno che crederà alle tue parole sante.”
Alla fine ero persuaso che tutto avrei dovuto fare fino alla fine, come se mi aspettasse il pieno riconoscimento del mio essere Dio incarnato. E voi ben sapete com’è, invece, andata a finire… in croce come un malfattore.


Ma è questo il punto: non è l’apparenza che conta, non è la morte che vince, non è il male che trionfa… perché Dio Padre Onnipotente ha in mano le sorti del mondo e di ogni uomo.
Per me, per il Figlio, ha voluto che così fosse per redimere tutta l’umanità, dall’inizio alla fine dei tempi. E per questo Io mi sono immolato, perché vincessi sulle forze del male, per sempre!


Tuttavia, la consapevolezza che andava crescendo in me, non mi toglieva di soffrire per l’ingratitudine degli uomini e, così, m’immergevo sempre più nella conoscenza dell’animo umano, proprio per servir sempre più la Causa divina. Se non si conosce, non si può amare al di là di ogni confine o barriera. Sì, anche per questo scopo mi recai nel deserto e accettai di esser tentato dal male. Ed è pur vero che ci furono momenti difficili, ma vinsi una volta per tutte il maleficio.


Così, seppur in piccole dosi, anche voi cari dovete misurarvi con le forze del male, per vincere e far prevalere la vostra divina natura. Ed Io sono con voi in questi frangenti, per darvi la forza e la sapienza, il coraggio e la certezza che, dopo, avrete conquistato la meta più ambita, il premio più grande e più bello: la vita eterna al cospetto del Padre nostro Dio onnipotente ed eterno. Amen.

 

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23/1/13 Giovedì Santo


Ebbene, avevo atteso a lungo che i farisei e gli scribi comprendessero alfin le mie parole pronunciate in loro presenza e si rendessero conto che la Scrittura offriva la parola per rendere noto che il tempo della venuta del Messia era arrivato: ero Io! Ma nulla, per quanto facessi, riusciva a scalfire le loro menti e i loro cuori. E mi avvedevo pure che essi tramavano contro di me.


Cosa avrei potuto fare? Arrendermi, fuggire? No, non potevo, ormai capivo che dovevo andare fino in fondo. E sì, coltivavo in cuor mio quel dolore, ma ero presto consolato dalle Mie donne… In primis mia Madre, a Lei bastava uno sguardo per capire cosa provavo e mi offriva se stessa per patire con me e per me.
Quanto amore ricevevo da Lei e dalle donne! Cosa questa che era difficile per i miei apostoli dimostrare. Però li capivo e li perdonavo. Essi erano intenti a cogliere le istanze dei poveri e dei peccatori e a darsi da fare in mille modi, pur di permettere che io potessi ancor predicare, guarire e salvare i peccatori.

Giovedì Santo
Così giunsi al fatidico giorno che mi avrebbe consentito di celebrare l’ultima Pasqua con i miei discepoli, che d’ora in poi chiamerò apostoli. Mi recai a Gerusalemme e avevo predisposto tutto quanto per restare con loro. Per questo, avevo previsto un luogo speciale, lontano dalle folle, ove avrei compiuto solenne-mente ogni gesto, ogni parola con tanto amore da far loro rimanere per sempre nel cuore la memoria di tutto, per poi riprodurla, dopo la consegna e la discesa dello Spirito Santo.


O quanto li amai quella sera, quanta dolcezza posi nel lavar loro i piedi… che avrei voluto anche baciare, ma mi trattenni per non venir frainteso. Li guardai uno per uno negli occhi e, quando vidi in Giuda il tradimento, ecco, lo accettai e lo accolsi ugualmente nel mio cuore per il grave destino a cui s’era voltato. E provai una immensa pietà per lui.
Ora, tu sai che il Padre lo ha poi salvato in estremis, ma egli è costretto a ripetere con me fino alla fine dei tempi una tal parte, che provo ancora pena per lui e gliela vorrei tanto alleviare.
Cos’altro aggiungere al sacro rituale, che tutti ormai conoscete. Vi chiedo soltanto di viverlo in pienezza, con la consapevolezza della Mia Presenza e del Mio donarmi a tutti come la prima volta nel cenacolo.


Così sia che i miei nuovi cristiani, rinati dopo la tribolazione, possano partecipare e vivere la santa Messa. E voi, cari, pregate perché avvenga presto la rinascita delle genti anche della mia Terrasanta. Oggi vi dono me stesso per andare innanzi con la Verità rivelata ai piccoli, poiché certi sapienti non hanno tempo da donare all’ascolto della parola, se non per affermare se stessi. Ma alcuni sì, mi offrono anche la loro sofferenza nel vedere questa culla della cristianità così desolata e, talvolta, assente.

E’ proprio vero quel detto: “Quando Gesù tornerà, troverà la fede sulla terra?” (rif. Lc 18,8). Ebbene, io vado cercando dei nuclei fortificati dalla mia Grazia, ove ancora trovare ristoro. E amo questi miei amici sinceri, che mi accolgono e mi amano e quando chiedo loro qualcosa in più per il bene comune, essi rispondono con ardore. E sono ancora la consolazione della Madre Santa che, come allora, dice: “Fate quello che Lui vi dirà”.(Gv 2,5)

 

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24/1/13 Mentre la Pasqua si avvicinava...


Riprendo volentieri il racconto dei miei giorni trascorsi laggiù nella mia Terrasanta:
Alla coscienza dei miei discepoli, Io volevo aggiungere la consolazione e la preparazione dei giorni a venire in cui sarebbero stati messi duramente alla prova. E andavo considerando come essi avrebbero risposto alla chiamata in soccorso, non tanto del pastore quanto dei più deboli tra loro.


Mentre la Pasqua si avvicinava, anche le donne erano prodigate al fine di rendere grazie e onore al pastore… e presto avrebbero avuto tutto da me per la loro forza d’animo. Sì, riconosco che fu quella forza d’animo che poi permise loro di non ritirarsi di fronte al Calvario e sostenermi e di seguirmi fino alla fine, assieme alla Madre mia.


Oh, quale sostegno Ella mi diede, quale amore, pur se aveva il cuore lacerato e dolente e, interiormente, le dissi: “Madre sopporta con me e riusciremo ad arrivare su in cima. Ma resta in disparte con le donne, non voglio che tu veda il resto”. Ma Ella non mi ascoltò e volle restare sotto la croce insieme alle donne e a Giovanni. E, vedendo questo suo coraggio, il Padre m’ispirò le parole che pronunciai rivolto a Lei: “Donna, ecco tuo figlio”, intendendo con ciò non solo di affidarla al discepolo, ma di comprendere tutta l’umanità. (Gv 19, 26)


La misura l’avrebbe stabilita il Padre, a me ora non restava che rimettere nel Suo Amore misericordioso tutto quanto: gli uomini, le donne, i soldati e le guardie; ed anche coloro che mi avevano flagellato, schernito e messo la corona di spine sul capo.


Ora che tutto è diventato un ricordo, sia pur rivissuto ogni anno nel tempo della Pasqua, capisco anche il perché essi erano impediti dal riconoscere in me – non solo il Messia – ma almeno un benefattore o un profeta o un guaritore: essi non videro, non perché non vollero, ma perché satana aveva scatenato contro di me tutta la forza che era in suo potere e li aveva resi obnubilati. Così come aveva fatto con i sacerdoti del tempio. Sì, tutti furono preda del suo furore.


Ed anche ai giorni vostri egli si scatena con rabbia contro gli innocenti e verso chi professa la sua fede nel buon Pastore. Ebbene, miei cari, non cedete alla tentazione di ritrarvi impauriti dinanzi al maligno operare: voi siete in grado di riconoscerlo perché vi è stato svelato ed ora siete in tanti a lottare per vincere sulle forze del male.


La Mia venuta è ormai imminente, e lui lo sa, ma Io la rivelo anche a voi tutti che mi avete seguito fin qui e, presto, la Verità sarà pienamente svelata e non si potrà più dire che dio non esiste, che il mondo va avanti ugualmente ed altre bestemmie al Suo Nome. Presto la Verità sarà palesata in ogni ambito e (questo) sarà il trionfo dei Cieli: “O Padre, concedi alle genti di riconoscerti all’istante, affinché non ne rimanga alcuno tra le spire di colui che odia il Tuo Nome Santo”.


E vorrei rivivere con te l’attesa delle donne nel giorno buio, quando la luce si spense su tutta la terra e le anime vagavano disperate alla ricerca di pace. Devi sapere che quel dì fatale, fu di grande dolore. Le forze erano ormai scatenate e sconvolsero tutta la terra: terremoti, maremoti, frane e vulcani. Tutto fu sconquassato per la volontà distruttiva di satana… (e non del Padre) che voleva distruggere tutta la Creazione. Così anche i popoli che non sapevano, soffrirono atrocemente per le catastrofi che si susseguirono a catena.


E la bestia ancora ci prova e la fine ancor non vedete, ma ora il suo tempo sta per scadere. Perciò gioite tutti, gioite o genti, per la salvezza concessa, per merito dei santi martiri e degli innocenti perseguitati, a tutti gli uomini di buona volontà.


Vi chiedo di restare affrancati alla barca di Pietro, ove la Verità verrà rivelata a partire dai piccoli e dagli umili e poi, via via, tutti la vedranno e potranno sciogliere in un pianto liberatorio il loro dolore, per non aver creduto fino ad allora.


E la famiglia umana tornerà a sperare, a credere e a vivere nella grazia di Dio Padre di tutte le creature di ogni nazione e continente.


E chi avrà compreso e vissuto la fede da prima potrà accompa-gnare gli ultimi alla salvezza eterna… perché eterna è la Misericordia di Dio, eterna è la Sua Verità, eterna è la Legge Divina. E l’uomo di fede questo lo sa. Ma Io sono venuto, o meglio tornato, a salvare i refrattari, i peccatori renitenti ed anche quelli che non si son mai domandati da dove vengono e dove vanno.


E a voi chiedo di prenderli per mano e condurli in salvo alla meta. Perché li amo tutti, uno per uno, e li attendo per la guarigione del cuore ancor chiuso all’Amore, perché da questo momento gli ospedali dello Spirito saranno i Santuari, e le case di Dio, le chiese, e gli infermieri saranno i Sacerdoti e la medicina sarà l’Eucaristia, e i Sacramenti, il balsamo necessario anche per coloro che li rifiutarono al tempo dell’incredulità. Così sia per sempre! La Verità, miei cari, è questa e vi è già stata svelata. A voi accoglierla, comprenderla e farla diventare realtà viva e liberatoria di tante storture e malanni.


Io sono per sempre il vostro Gesù, Redentore e salvatore del mondo e di ognuno personalmente. Io vi vengo a cercare come quel padre che ricerca il figlio perduto, come la madre che si dispera per quello ammalato, come chi ama e non è corrisposto. Come al naufrago che chiede aiuto, Io vengo in soccorso e lo isso sulle mie spalle e lo porto al sicuro. Ad ogni creatura Io mi faccio dono, a voi la scelta di riconoscere il Salvatore e di volerlo amare… per sempre.


Il tempo dell’alterigia sta per passare; ormai son state scoperte tutte le carte e la Grazia vi trasfigura ed accende anche le menti dei cosiddetti potenti ed illustri scienziati, e la Luce che li inonda e li renderà fecondi di nuove idee e intuizioni.


Poiché Io faccio nuove tutte le cose, volete che non abbia desiderio di rinnovare le creature a Sua immagine e somiglianza? Dio le creò, a me è stato dato il compito di renderle monde, di riscattare il loro peccato, di vincere la grande battaglia sul male, perché il peccato d’orgoglio le aveva sfigurate e rese succubi del maleficio. Ma Io vi amo, creature, voi siete mie, Io ho donato il sangue di Dio per voi e voglio che voi siate insieme a Noi per l’eternità. E anche agl’inferi andrò, pur di riscattare quelli rimasti fuori dalla grande assemblea, perché anche l’ultimo dei figli vorrò salvare dall’essere ghermito per sempre dal distruttore. L’Opera di Dio, la Creazione, è troppo importante perché Io la lasci andare trascinata via dalle forze del male. Io mi oppongo alla distruzione delle anime che le rende serve del demonio. Io mi pongo di fronte a lui e lo schiaccio come un serpente velenoso perché ho a cuore il destino di ogni essere vivente, di ogni creatura. E mi son fatto carne proprio per combattere per voi e con voi, fino all’ultimo giorno, la buona battaglia in nome di Dio Padre e Figlio e Spirito Santo: LA TRINITA’ che un dì vedrete tutti nella Sua bellezza e divina Realtà! Vi benedico, cari, e amatevi come fratelli, o popoli della terra, e come Io vi amo. Amen, amen, amen. + Io sono Gesù Cristo, il Salvatore, il Messia, il Messaggero della buona novella che Dio è tornato a voi per salvarvi. Amen.

 

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25/1/13 Eravamo una vera famiglia


O sì, cuore mio, sono contento che ti sia data l’opportunità di restare a disposizione per continuare nel nostro ricordare e raccontare in chiave intima le sensazioni e i sentimenti d’Amore che provavo verso chi mi stava intorno e credeva in me.


Ebbene, ora vorrei riandare a percorrere quel tempo nelle coscienze di coloro che mi seguivano, nelle quali Io leggevo dentro. Sì, vorrei dire che mentre essi mi seguivano, potevo cogliere le loro domande inespresse, i pensieri reconditi, i dubbi e le incomprensioni che talvolta sorgevano, ma soprattutto l’affetto e la stima che essi nutrivano per me. Oramai eravamo una vera famiglia, con alcuni che dirigevano e altri che obbedivano, ma invero tutti eran protesi a voler fare la volontà del Padre trasfusa in me.


E darei corso anche al racconto di altre secondarie vicende, che s’inserivano nel contesto in cui si viveva. Per esempio: le sorelle di Lazzaro, che erano state sempre tra le prime a seguire il Maestro, furono assai addolorate che Io non fossi presente quando lui si ammalò e morì. Ma il disegno del Padre prevedeva che questo accadesse, al fine di dimostrare la potenza della resurrezione come anticipazione della Mia che sarebbe di lì a poco avvenuta. Ma, poverelle, loro non potevano capire e mi accusarono di scarso interesse. Questo non era vero, ma difficile era ed è difficile farlo capire a chi soffre e si sente incompreso. Tuttavia, ebbi dal Padre mio l’ordine di far rivivere Lazzaro e così feci. Oh, quale gioia e festa ci furono dopo! Mi ricordo che la gente d’intorno andava raccontando a tutti l’accaduto, tanto che fui costretto a ritirarmi in solitudine a pregare.


La volontà del Padre era di spingermi oltre le umane convinzioni onde rendere evidente e far loro capire l’intervento divino. Ma ancora una volta fu frainteso il Mio intendimento: Io scorgevo anche del timore negli occhi di tanti che non riuscivano a capire il senso di quegli eventi e segni.
L’umanità di oggi è ancora incapace per lo più di comprendere i tanti segnali di avvertimento e d’aiuto, a beneficio del popolo credente… ed anche dei cosiddetti non credenti affinché possano infine credere e convertirsi.


Io mi allontanai da loro un po’ triste per la distanza che pareva incolmabile tra i miei pensieri e il loro sentire. Ed è ben vero che i Miei pensieri non sono i vostri pensieri (Isaia 55,8-9). I miei sentimenti d’Amore per l’umanità non sono compresi per l’incapacità di contenere l’Amore nel piccolo cuore di creature ancora impreparate ad accogliere totalmente il Signore. Questa è ancora la condizione nella quale oggi vive la maggior parte della gente, anche quella che si definisce credente. La distanza tra la Parola di Vita e la vita vissuta è tale da far disperare di poterci riuscire, ma Io non dispero, Io ho ancora fiducia nell’uomo d’oggi perché Io sono quel Dio che l’ha creato a Sua immagine e somiglianza, e non mi arrendo di fronte alle difficoltà mai, soprattutto se riguardano le Mie creature.


La Passione d’Amore per quell’umanità
andava crescendo in me a tal punto da farmi sentire il cuore scoppiare nel petto e, infatti, è vero che il mio cuore alla fine cedette, ma non per le sofferenze subite nel corpo, bensì per il dolore lacerante di volerli ad ogni costo salvare, offrendo la Mia vita. Avrei voluto ancora più soffrire nella carne, e il dolore e timore che avevo era di non essere riuscito a salvarli tutti. Questo pensiero, provocato da satana, mi fu tolto alla fine quando rimisi il mio Spirito nelle mani del Padre e fu tutto compiuto.


La mia speranza nell’uomo non è ancora persa, Io spero, la Madre Santa spera, tutto il Cielo spera che l’umanità d’oggi dica quel “Sì” all’Amore, così come fece Maria dinanzi all’Angelo. Ecco, se vogliamo identificare questo tempo, esso è un tempo d’attesa del “Sì” di tutte le creature sollecitate e visitate una per una da una miriade di messaggeri celesti a riflettere nell’offerta di corrispondere all’Amore.


Congiungete le mani e pregate con Me così:
Io ti accolgo Signore, mio Dio e Mio Sposo, Padre, Fratello, Amico… Io ti seguirò per essere plasmato a Tua immagine e somiglianza, per essere rigenerato qualora mi fossi perso nei meandri della vita, per essere tuo, Signore, e fare la tua Volontà! Amen.

 

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26/1/13 Avevo ancora delle cose da dire ai miei Apostoli


Conosco i vostri cuori e mi sento accolto, come allora, nelle case dei Miei fedeli amici. Oh, sapeste, pareva che il Cielo si riversasse su quelle case benedette e quale Grazia si apriva su di noi e si viveva in tali eventi. E la pace regnava in tutti i cuori. Allora anch’Io potevo godere della comunione di anime e dei cuori e mi sentivo a casa, come se fossimo tutti giù rientrati nella grande Famiglia di Dio Padre e accolti nella Sua Casa.


Perché ora il mondo non riesce a percepire la Mia presenza e quella del Padre?
Sono domande queste che Io leggo nei vostri pensieri e allora rispondo che questo esilio è responsabile delle menti obnubilate, dei cuori induriti, dei peccati commessi da chi cede alle lusinghe di satana. E per tutto questo Io sono venuto nel mondo a indicare la via del ritorno, la verità della fede, la conoscenza – per quanto possibile – della Creazione voluta da Dio Padre. Ma il mistificatore non vuole la salvezza della creazione ed escogita tutto quel che è in suo potere per sgretolare, distruggere e annientare l’Opera di Dio. Ma non ci riuscirà! Di questo potete essere sicuri e affermarlo come testimoni credibili, perché Io ve l’ho detto!

Avevo ancora delle cose da dire ai Miei apostoli prima della passione e morte di croce. E chiedevo al Padre mio di darmi le parole giuste per infondere in loro la certezza che essi erano predestinati a offrire se stessi e a patire e morire come il Maestro, ma coscienti di compiere con me l’opera di salvezza dell’umanità. Ed ecco che, durante la cena del Giovedì Santo, le parole sgorgarono fluenti ispirate da Lui, dal padre mio, che il fedele Giovanni ha poi riportato integralmente. (Gv 17,1-26)


La Parola, la Voce, lo Spirito…Tutto fu donato in piena comunione e fusione perfetta del cuore mio nel Padre. E ci fu Amore, riversato su tutti i presenti. Solo il povero Giuda fu escluso da questo connubio, e la forza di satana entrò in lui per compiere il tradimento fatale, ma non ruppe l’incanto di quei momenti. Gli altri, infatti, non si resero conto di nulla perché così desideravo anch’io. Poco dopo si concluse l’ultima cena e andai con i miei prediletti all’orto degli ulivi sul far della sera. Il resto ormai lo sapete.


E non per rievocare questi eventi dolorosi Io vi ho convocati, bensì per farvi comprendere ancor più i miei sentimenti, il mio sentire. Non vi ho destinati a morire martiri della fede, ma a essere miei testimoni. Perciò lo scritto vuol significare che da “da uomo” mi sono immolato, da Dio non avrei potuto. E la mia offerta era l’Amore che provavo per le creature tutte.


Gli uomini di questo tempo saranno capaci di offrire se stessi come fecero allora i miei apostoli e tanti discepoli? Saranno compresi nel voler fare la Volontà di Dio, di quel Padre che oggi viene ignorato e rifiutato? Saranno in grado le donne di rifondare la famiglia sull’esempio della Sacra Famiglia? Perché Io affido a loro, così come allora, la missione di recuperare il terreno perduto ad opera di colui che odia la donna, che l’ha sfigurata e non vuole vederla seguire le orme della Madre Santa, che le vuole impedire di essere santa e casta e buona.


“O care donne, voi avete nel cuore il segreto della Vita, non disperdete il tesoro, non uccidete la Vita nel suo nascere. Seppur rifiutate dall’uomo stolto e incapace di amare, voi portate impresso il sigillo della Vita. Costruite le vostre esistenze sul filo della coscienza che vi ho or or risvegliata e sappiate che sarete in grado e aiutate a difendere la Vita in tutte le sue espressioni. La Madre mia e vostra vi sarà accanto in ogni circostanza. Fidatevi di questa Madre che ancora compie la missione che le affidai quel dì sulla croce: “Donna, ecco tuo figlio”, intendendo tutta l’umanità. Abbiate coscienza del dono d’Amore e vivete alla sua sequela con l’esempio che Ella vi ha dato. Vi benedico nel nome della Trinità Santa e Beata, che un dì contemplerete e vivrete insieme alla Madre vostra. Amen, amen, amen”.


Riprenderemo ancora questo discorso, perché dopo le donne voglio rivolgermi di nuovo agli uomini, ai padri, che hanno abdicato alla loro missione ispirata a Giuseppe, come esempio da seguire. E sì, ricostruire dalle macerie le fondamenta della Verità eterna non è cosa da poco, è cosa di Dio! E se vi chiedo di partecipare è perché ho ancora bisogno di voi, del vostro offrirmi quei cinque pani e due pesci che un fanciullo innocente mi offrì. Pace a voi e pace in terra agli uomini e donne di buona volontà. Amen, amen, amen.

 

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29/1/13 Gesù chiede di soffrire con Lui…


Voglio donarti ancora me stesso al fine di comporre le fasi salienti del mio vivere in terra, in quella Terrasanta che amai e ancora amo, nonostante il rifiuto di riconoscere il Messia; un rifiuto che tuttora perdura, salvo qualche seguace che vive nascondendo la verità nel timore di ritorsioni.


O popolo mio, quanto bramo che tu senta il richiamo d’Amore e più non tenga chiuso ostinatamente il tuo cuore. O popolo mio, vieni meco e offri te stesso per la pace nel mondo. Amen.


Ed ancora, come ti dissi, vorrei riandare alla preghiera di quel Giovedì Santo. Così come la pronunciai è stato scritto, ma dentro di me si agitava una moltitudine di pensieri tale che quelle parole non bastano a colmare il desiderio vivissimo di voler strappare al Padre la promessa che non li avrebbe mai abbandonati, anche se tutto quel che sarebbe poi accaduto li avesse riempiti di paura e dispersi.


Oh, se potessi trasmetterti tutto il Mio sentire; oh, se potessi anche scalfire il senso di ritrosia che t’impedisce di voler soffrire con me…


Io sono Madre, Padre, Fratello, Sposo, Amico… Io sono tutto per te e per voi, mie creature! Coraggio, trascrivi… ma il libro non è ancora finito. Ti benedico nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, amen, amen, amen. +

 

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2/2/13 …E come lodare? Come pregare? Come amare?

Oh, cari, Io ve l’ho dimostrato innumerevoli volte e ora chiedo a voi di dimostrarlo a me, che sto per patire di nuovo lungo la Via del Calvario di tanta umanità ignara o inconsapevole di cercare di crocifiggermi ancora.


Io vi chiedo di partecipare con Me, con la Madre mia e vostra e con quei fratelli in Cristo alle doglie del parto dell’umanità.


Perché dico “parto” e non un’altra parola? Sì, cari, l’avete capito, ci stiamo avvicinando al parto dell’umanità nella prova… E dovrà fuoriuscire quel bimbo innocente che pure c’è nell’animo di ogni creatura: or giace al freddo in un cuore indurito e incapace di amare; ora invece viene scaldato da un cuore amante, e non più da due animali, perché – seppure Maria e Giuseppe mi amassero – ero pur sempre nato in seno ad un mondo che ancora non mi conosceva e non mi amava. Anzi quel re mi odiava a tal punto da commettere un genocidio. Egli odiava l’idea, pensate, non aveva riscontro nella realtà, ma solo l’idea lo fece agire.


E non è forse così anche oggi? Oggi si uccide per delle idee, distorcendo la realtà. Infatti, come si può accanirsi su degli innocenti, così come ora? Eppure vi è stato mostrato cosa è avvenuto in tempi recenti (nella giornata della memoria). Ancora non ne siete paghi?
Ecco, miei cari, siamo giunti al punto cruciale: oggi dovete – in veste di soldati del cristo – portare ovunque la buona novella di un Dio fatto uomo, che è venuto a salvarvi e a salvare tutti quelli che sono lontani e si oppongono alla Verità.
Ricordate, però, che la Verità è scritta nel cuore dell’uomo, anche del più refrattario all’Amore, perché è solo con l’amore donato senza alcuna pretesa che si può far sciogliere quel gelo, quel freddo e scaldare così il Mio Cuore.


Vi dono me stesso, cari, ancora nonostante la fatica di compiere la Missione, ma la Mia Misericordia me lo impone, la Madre Santa mi supplica, la schiera dei Santi martiri prega incessantemente affinché non sia vano tutto quel sangue versato.
O umanità, quanto dolore ancora tu provochi per le ingiustizie e l’odio tra i popoli”


Ora, cari, chiediamo a Dio Padre un supplemento di Grazia a favore di coloro che, pur avendo occhi, non vedono e orecchie, non sentono:
Fa’, o mio Dio, che l’uomo d’oggi ascolti la Tua Parola, che risuona nel cosmo da sempre, ma che egli non vuole ascoltare, sommerso com’è da mille rumori.
Fa’, o mio Dio, che la gente di fede si prenda a cuore chi non vede e non sente, per non lasciarli fuori per sempre dal Tuo Amore infinito.
E fa’, o Signore mio Dio, che questa mia e loro offerta d’Amore possa sovvertire l’amaro destino a cui si prepara.


Pregate, pregate, pregate e Dio sarà con voi sempre. E non dovrete temere, voi siete già stati aiutati a riemergere e a vivere in sintonia con le forze migliori dell’universo, ma fate che ciò non costituisca un vanto, bensì vi ponga al servizio e vi faccia sentire tra gli ultimi, perché gli ultimi saranno i primi nel Regno di Dio, preparato per voi fin dalla fondazione del mondo! Così ho detto e così sarà per sempre! Pace Pace Pace in terra agli uomini di buona volontà.

 

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3/2/13 Prossimamente avrete delle sorprese

ma non disperate: tutto si compirà in un tempo breve. Io sono il Signore e non ce n’è un altro!

4/2/13 Messaggio di Gesù per la Chiesa


O sì, mi son fatto carico del problema di far comprendere ai prelati il valore di un annuncio che porta – in questi tempi – ancora una volta Gesù davanti al sinedrio per essere giudicato da chi detiene il potere, anche nella Mia Chiesa.(cfr. Lc 4,21-30 e Mc 5,1-20).

E’ la Verità di un Cristo che soffre, si offre e ancora non viene accettato, purtroppo. E’ la Verità della umiliazione subita per la salvezza del mondo, che ancora non viene capita a tal punto da ignorare l’eterna Legge di Dio, di un Dio che si è fatto uomo per indicare la via da seguire.


Or mi domando: quando si vorrà rendere lode al Signore per tutto quanto è stato elargito in virtù delle lacrime della Madre Santa?


O umanità, quanto ancora sei lontana dal comprendere il tuo Signore che, pur se onorato e incensato, ancora non viene così amato e imitato. O Chiesa di Dio, risvegliati dal torpore, sciogli i legami e offri te stessa in penitenza. Io insisto col darti fiducia, ma tu Mio corpo, Mio sangue versato, devi ascoltarmi… Se voglio servirmi dei piccoli per darti l’annuncio e l’avvertimento, perché li rifiuti? Perché spegni la Mia Voce?

Loro non sono perfetti, così come nessuno al mondo lo è, ma la Mia Parola – tu Chiesa, Mia Sposa – la devi riconoscere come la voce dello Sposo, del Cristo Risorto. O Mia amata, combatti la falsità, e so che lo fai, ma offri te stessa per Me, per la Pace, per la salvezza, per la giustizia. Io sarò con te nella lotta. Io sarò con te per sempre. Abbraccia chi osa portarti la Mia voce, abbraccia e benedici perché sta già soffrendo per te. Amen.

 

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14/2/13 Dopo le dimissioni di Papa Benedetto XVI


…Non pensate di abbandonare anzitempo la barca, o meglio la scialuppa di salvataggio, ove vi ho issati uno per uno per portarvi in un luogo sicuro e irrorato di Spirito Santo.


Or ve lo dico: verranno tempi difficili anche per i cristiani e la vostra casa sarà di accoglienza, sia pur temporanea, per dei naufraghi della vita. La speranza che voi darete loro, sarà il dono prezioso da elargire a piene mani. Non abbiate timore, ce la farete.


Sento che vi è ancora quella domanda incalzante che riguarda il Papa Benedetto: ebbene, miei cari, se ho aderito alla sua richiesta, è perché lo vedo proprio stanco e provato ed ho bisogno ch’egli sia ancora una guida sicura nella Parola imperniata di Santo Spirito, che è il dono e qualità potenziata insita in lui. Perciò scriverà ancora, non dubitate.


Mi sento ancora di darvi una consegna: pregate affinché colui che verrà designato, abbia in sé la forza del santo Spirito unita alla coerenza e determinazione di voler rinnovare la Mia Chiesa secondo la Mia Legge divina e, non per fare la volontà degli uomini che, pur se consacrati, possono sempre esser fallaci. Occorre tutta la potenza divina per far sì che si possa rovesciare una tendenza che agisce subdolamente nelle menti per impedire alla Mia Chiesa di risorgere come la Sposa degna del Cristo.


Io vi preparo ora perché la lotta sarà dura… Pregate, cari, pregate e al resto penserà Dio Padre di tutte le genti, che ha a cuore il miglior destino per l’uomo d’oggi e non vuole vederlo perire nella geenna.
Pace a voi e pace in terra agli uomini di buona volontà che offron se stessi al servizio. Oggi e per sempre così sia e la benedizione scenda su di voi tutti che avete accolto la Mia parola donata in Spirito di Verità ! Amen, amen, amen.


Io sono il vostro Gesù! +
La croce è la salvezza. Non arretrate o sarete travolti dagli eventi incalzanti. Abbracciate la Croce… amen.

 

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26/2/13 …Sento il dolore per l’abbandono da parte di Papa Benedetto XVI

ma Io l’ho sollevato dalla pesante incombenza perché egli non poteva fare di più.


Perciò non crucciarti, mio cuore, non ha abbandonato la nave nelle difficoltà che attraversano la Mia Chiesa: verrà un apostolo degno, te lo prometto, perché non posso permettere che in questo marasma del mondo venga a mancare la guida sicura degna d’essere vicario del Cristo.
Coraggio, avrete modo di riflettere assieme sul senso degli avvenimenti incalzanti al fine di porsi ancor più compatti di fronte al nemico di Dio. Allorquando egli si scatenerà ancor più, voi sarete tutti uniti e raccolti in preghiera e vincerete sulle forze del maligno operare. Perciò ve lo dico: preparatevi in tempo alla grande tenzone : questa Pasqua sarà di Resurrezione e la Misericordia divina non mancherà di mostrare al mondo i segni della Sua potenza.


Pace in terra agli uomini di buona volontà che, ad onta del generale abbandono, resisteranno e, vivendo fino in fondo con Maria e le donne la via della crocifissione, potranno godere della vista del Risorto…
“Correndo verso il sepolcro…, videro le bende ben piegate in disparte ed essi capirono che Gesù era risorto… e corsero ad avvertire i fratelli” (Gv 20, 3-9)


Allora la Luce sarà così fulgida da abbattere tutte le barriere e le menti e i cuori si apriranno e si consoleranno.
Va’ ora in pace , anima mia, accolgo la tua sofferenza in condivisione dei tanti che pregano e offron se stessi per il Bene supremo: la salvezza di questa umanità nella prova.


Pace a voi, miei cari discepoli attenti, vi benedico nel nome della Trinità Santa e Beata, che un dì contemplerete in tutta la Sua bellezza e maestà. Amen, amen, amen. +

 

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1/3/13 Dopo la partenza di Papa Benedetto XVI


… Sento la tua sofferenza e ti vengo incontro per annunciarti che egli ha fatto la Mia volontà, perciò non ti rammaricare più, perché ci sono Io con voi. Sono Io che rinnovo anche per lui il Mio Sacrificio e il tempo ti farà comprendere ciò che ora non puoi.


Accogli la mia pace, accogli il mio dono di venire tra voi ancora e in questo tempo… difficile ma anche di purificazione dei Miei cristiani. Quando tutto sembra andar bene, lo Spirito di Dio non viene invocato, ma ignorato. Quando invece si soffre, lo si chiede, lo si invoca ed Io ho bisogno di voi, delle vostre preghiere perché lo Spirito possa governare la barca di Pietro.


Sì, vi chiedo di pregare affinché lo Spirito di Dio Padre e Figlio venga ascoltato e si giunga alla prevista carica. Ma sappiate che la scelta sarà laboriosa perché vi son diversi prelati, ma ancora nessuno sembra disposto a offrire se stesso. Perciò cari pregate e al resto penserà Dio. Il “soglio di Pietro”, come si dice, è pesante, è vero, ma la Grazia sorregge il designato e questo loro lo sanno. In verità avrei sì voluto vedere tra essi qualcuno disposto a offrire se stesso in cuor suo e avrei accolto la sua offerta. Quell’ “Eccomi, manda me” non è presunzione, è offerta di condivisione della croce del Cristo che essi stentano ancora a capire e a volere.


Anche Pietro fu lì lì per fuggire, ma quando gli andai incontro egli capì e tornò sui suoi passi.
Coraggio, pregate, e vedrete nuovi cieli e nuove terre e non più quel che appare oggi. Il mondo, ovvero l’umanità nella prova dovrà infine comprendere e fare la scelta dare la vita e non più la morte al Profeta. Pace in terra agli uomini di buona volontà che offron se stessi per il bene di tutti.


Io sono Gesù, il Cristo, che si appresta a prender la croce di tutta l’umanità e a salire il Calvario fino alla cima per offrire se stesso al Padre in sacrificio per la redenzione di tutta l’umanità.
Pace Pace Pace

 

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15/03/2013 Gesù interviene dopo la nomina di Papa Francesco


Sono Gesù Cristo, Redentore e Signore dei vostri cuori. O sì, gioite con Noi, cari tutti che mi avete seguito fin qui, perché ora la Mia Chiesa è di nuovo Santa e Immaco-lata per la Misericordia del Padre che l’ha riportata alla vista dell’eterna Sapienza e, alla Coscienza risvegliata, Io darò l’impronta che Ella dovrà avere, da ora fino alla fine dei tempi concessi da Dio.


Pace a voi, miei cari discepoli del tempo presente, oggi voi avete udito le parole sante del Mio Papa Francesco: imprimetele nella vostra mente e nel vostro cuore e mante-nete fede agli insegnamenti ricevuti. Così, offrendo voi stessi per la Santa causa, avrete fatto la Mia volontà.
Come Francesco ha detto ai fratelli anziani (durante l’omelia di saluto), così dovrete fare anche voi in modo da lasciare ai giovani una eredità forte e preziosa per i tempi a venire. E la nuova evangelizzazione, che avverrà in ogni parte di questo mondo, prenderà corpo e vita e darà all’umanità nuove prospettive e nuova speranza di vita, lavoro e pace.


Io vi consegno il mandato di essere miei testimoni fino alla fine dei tempi. Orsù, andate, perché anche ai miei cristiani rimasti fedeli alla Croce, Io conferisco la dignità del “sacerdozio regale” e, quindi, di poter testimoniare di aver incontrato il Cristo e di essere stati salvati. Così sia per sempre!


“L’Ora è compiuta! Padre, Io ti consegno me stesso per compiere ancora fino in fondo il Mio Sacrificio per la redenzione di coloro che non vedono i segni della Tua Misericordia e non sentono il richiamo che sgorga da tanti cuori. Ti prego, Padre, di perdonarli e di comprenderli nella Tua infinita bontà e misericordia. Amen”


Pace a voi, vi benedico nel nome della Trinità Santa e Beata che un dì avrete la gioia di contemplare e amare. E pace in terra agli uomini di buona volontà! Amen, amen, amen. Io sono il vostro Gesù!


Misericordia e speranza a voi tutti, con tanto amore vi seguiamo.

E pregate perché l’Italia come paese si risollevi; così facciamo anche noi. Pio e Francesco. Amen.

 

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19/3/13 Pregate cari per Papa Francesco...

che si spende tutto per la Mia causa, ma che ora mi appare stanco e provato. Io lo voglio vedere ben saldo e determinato per condurre la nave della Chiesa oltre le secche di cui s’è già tanto parlato. E la Sposa sarà di nuovo Santa e Immacolata e piena di Spirito santo, ve lo prometto!


Pace a voi, miei cari tutti, che avete tanto pregato. Continuate a farlo perché la vita ritorni a essere valorizzata e la terra a fiorire nella nuova primavera dello Spirito.


Consolate gli afflitti, abbiate misericordia con chi sbaglia e perdonate di cuore chi non riesce ad amare e prova solo invidia e ingratitudine, ad onta del vostro prodigarvi… Amatevi come fratelli e come Io vi amo. Pace a voi!


Inizia ora la parte più dolorosa della salita al Calvario. Vi chiedo di partecipare con Me e Maria alla sofferenza per la redenzione del mondo.
Pace Pace Pace su tutta la terra. Amen, amen, amen.
Io sono il vostro Gesù!


Il Cristo ora offre se stesso in comunione con i Santi Martiri di tutti i tempi. Pregate, cari, pregate, pregate con noi. L’Amore non verrà mai a mancare in un gruppo ove si prega con cuore sincero e amante del Cristo.


Sì, sono Francesco e, assieme a Pio, vi benediciamo nel nome della SS. Trinità, amen.

 

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21/3/13 Oggi vengo da Maestro


Sono Gesù Cristo, Redentore e signore del tuo cuore. O sì, cuore mio, sono contento quando tu spingi ad andare avanti e oltre le umane incertezze, perché questo è il tuo ruolo: tu non sei insipiente, tu comprendi la Mia Volontà e vorresti che in tanti capissero cosa fare e dove osare di più.


Ancora una cosa ti chiedo: di trasmettere ai tuoi compagni di viaggio tutto questo perché, quando si fermano o si ritraggono, impediscono alla Mia Grazia di operare anche attraverso di loro. Perciò te lo dico. Ma tu sai che, talvolta, questa sindrome afferra anche te, che pure vorresti procedere speditamente. Ebbene, in quei dati momenti, tu risenti della stasi che c’è in tutto il gruppo o in alcuni di essi. Ora è giunto il tempo di parlar chiaramente, perché ormai siete una sola famiglia con un cuor solo e un’anima sola; non siete più individui staccati gli uni dagli altri e tutto quel che fate o non fate si ripercuote o si riverbera beneficamente sugli altri.


Io oggi vengo da Maestro e vi dico: abbiate misericordia gli uni verso gli altri e siate coscienti di essere posti in permanenza al servizio che, come ha detto il Mio Papa Francesco, è il vero potere nella Chiesa.


Coraggio, avrete modo di constatare che quanto vi ho detto corrisponde pienamente al vero. Ma fate sì che sia la Grazia a guidare i vostri pensieri e i vostri passi e non lasciate spazio a colui che vi odia perché affermate il Mio Nome. Questa è la vera battaglia che ora dovete combattere nella vostra coscienza e di fronte al mondo.


Pace a voi! Anch’io, come voi, sono alle prese con il rinnovarsi del Mio sacrificio: dal giudizio, al sinedrio e di fronte al popolo che decretò la morte al profeta… Ora fate che in cuor vostro sia data la vita al Cristo e non più al compromesso umiliante e al dolore che ne consegue, così come fu per Pietro.

Oggi l’Apostolo e Vicario del Cristo ha in sé il coraggio di voler combattere per il trionfo della Chiesa orante e povera tra i poveri. Oh, sapeste cari quanto lo amo per questo! Abbiate coscienza di vivere tempi straordinari e godete della gioia dei Santi e dei Martiri di tutti i tempi che han versato il sangue insieme e in nome del Cristo per la salvezza dell’umanità e anche vostra.


Pace a voi! Vi amo tutte, creature mie, abbiate in voi la forza dello Spirito santo e andate avanti senza volgervi indietro o verreste travolti da un’ondata di fango che, purtroppo, investirà tanti (che sono) preda di dubbi e incertezze.


Io oggi l’ho detto: affermate di essere in Cristo, con Cristo e di operare per Cristo e sarete salvi per sempre!


Vi benedico nel nome della trinità santa e Beata che vi ama e vi attende nel giorno più bello della vostra vita. Amen, amen, amen. + Io sono il vostro Gesù!


Vivete all’insegna della croce che ha redento il mondo.
Io, Francesco, l’ho voluta sulla mia carne e così Pio, ma la Grazia fu così abbondante da permettere di continuare per tutto il tempo a venire. E così sia. Pace e bene! Francesco e Pio

 

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