home le preghiere i messaggi meditazioni le attivitą la nostra storia pubblicazioni contattaci
 
 
 

IL CORAGGIO DELLA FEDE OGGI

"IL PROGETTO DIVINO SULLA FAMIGLIA"

PREFAZIONE

In una conversazione con il giornalista e scrittore Peter Seewald, Benedetto XVI dice:

“Osservo come le iniziative nascono non perché la Chiesa come istituzione faccia alcunché, ma perché le persone sono credenti. I cambiamenti spontanei non scaturiscono da un’istituzione, ma dalla fede autentica”.
(da “Luce del mondo” pag. 199)

Mi pare sia così anche per il gruppo Volontari Sollievo nello Spirito, discepoli del Cristo Risorto. Questi, compiuta la loro missione di pace in Terrasanta negli anni di guerra, da anni lavorano al progetto “Sacralità della Famiglia” con l’intento di sostenere spiritualmente le famiglie, oggi in grande difficoltà, e incoraggiarle nel loro cammino difficile, ma insostituibile.

Per questo scopo il gruppo ha realizzato la mostra “Uomo e donna Dio li creò” che, 7 anni fa' partita da Monza, ha toccato finora una settantina di località tra Santuari (da Monte S. Angelo a Re, dalla Porziuncola ad Arenzano) e Parrocchie, favorendo nei visitatori momenti di riflessione e preghiera profonda.
I discepoli del Cristo Risorto, inoltre, prestano servizio di accoglienza al Santuario di Caravaggio, continuando anche lì l’impegno di offrire ai pellegrini interessati momenti di preghiera comunitaria e un calendario di incontri sulle tematiche della famiglia.
Questo libro vuole raccogliere le esperienze dei sette anni di “peregrinatio” della mostra sulla Famiglia riportando le riflessioni più significative, lasciate dai visitatori nei vari percorsi.

Le numerose iniziative scaturite da una fede ritrovata e provata fanno di questo piccolo gregge un fermento di novità nel cuore della Chiesa.

+ Giovanni Moretti

Meina, 14 febbraio 2011
Ss. Cirillo e Metodio, patroni d’Europa

 


dal 2°libretto sulla Famiglia:

Dalla prospettiva dei discepoli...

Gesù è stato un innovatore, e lo è ancora!
Siamo noi, i suoi moderni discepoli, che dobbiamo raccoglierne l’eredità e capire che non si può lasciare andare alla deriva un paese in cui si crede che la Fede sia qualcosa di stantìo, ormai superato, adatto ai vecchi o tutt’al più ai bambini. E dove i giovani, dopo la cresima, quando ancora i genitori gliela fanno fare - perché oggigiorno mettono in discussione anche il Battesimo - lasciano alle spalle tutto per esplorare ben altro.

Sentiamo che, se manca l’attrattiva di Cristo, si perde tutto; ma se si pensa di avere voce, in mezzo a tanti tipi di comunicazione assordante o selvaggia, ci si sbaglia e Gesù viene lasciato da parte o semplicemente ignorato perché il Suo messaggio è ritenuto troppo lontano. Così si crede oggi. Così i figli, ormai adulti, ci dicono, relegandoci in un angolo dei propri interessi, e a patto che non li si disturbi...

E invece pensiamo che oggi il bisogno di comunicare la Fede in Gesù Cristo sia diventato impellente, perché i modelli di riferimento offerti dalla società sono tremendi, e si rischia di perdere a se stesse intere generazioni, semplicemente perché non credono che Dio debba aver posto nella loro vita e cercano nel paese dei balocchi le soluzioni ai loro sogni o problemi...

(come Pinocchio, la fiaba di Collodi è una fiaba spirituale, ma quanti la presentano così? Certe maestre preferiscono parlare di “halloween”, anziché della festa di Tutti i Santi, mentre il Natale è solo Babbo Natale: questo insegnano ai nostri piccoli, derubandoli dei valori più belli).
Ma Gesù ci chiede, ci sollecita ad essere, come Lui, degli innovatori. Ci lancia ancora una sfida: “Chi è mio padre, mia madre? E’ colui, è colei che mi segue per fare la Mia Volontà”.

“Signore dicci... cosa dobbiamo fare?”

“Siate miei discepoli, siate come Io sono, prendete esempio dai miei Santi di tutti i tempi, che si misero in gioco su terreni insidiosi e, di fronte a tutti, ebbero il coraggio della vera Fede: Francesco, Chiara, Paolo, Padre Pio... e tanti altri”.

Guardiamo ai grandi della Fede: ognuno di essi ha fatto scattare una molla in tempi difficili. E noi, che crediamo di essere liberi, non abbiamo più la possibilità di testimoniare la nostra Fede ritrovata, la perla preziosa, semplicemente perché non ci vogliono ascoltare.

“Aiutaci Tu, o Signore, a escogitare nuovi modi
di far intendere la Verità.
Tu hai destato in me lo stupore e poi mi hai amata
ed io ho dovuto arrendermi al Tuo Amore.
Grazie Signore!

Ti prego, Signore, fa’ che le nuove generazioni
non si perdano, insegnaci a comunicare la Fede
in modo sincero, appassionato, come facevi Tu allora
e come fai ancora, tramite il Tuo Spirito di Verità!

Quando ci hai messo in gioco con la mostra sulla
“Sacralità della Famiglia” ho capito che poteva
diventare una cosa nuova e mi son resa conto
che la gente risponde. Ma ancora non basta!
Quando ho visto quei tre Sacerdoti suonare e
recitare in modo inedito il grido dell’uomo d’oggi,
ho capito che Tu li avevi ispirati, così come hai fatto
con noi col Tuo: “Uomo d’oggi, rifletti!”.

Ti prego, fa’ Tu, o Signore, di scuotere le coscienze
di questa generazione, a favore di tutti.
Sì, Signore, intervieni ancor più, non far perdere
i nostri figli, solleva le coltri dell’indifferenza,
dell’ottusità, dell’apatia che governano intere fasce
della popolazione!”.

Possibile che non si comprendano i segni che Tu lasci sul terreno ogni giorno? Anche i segni dell’evidente sconfitta di una società senza Dio...
Ma ancor ci domandiamo: noi cristiani saremmo capaci di fare una rivoluzione pacifica in nome di Gesù Cristo, come fece Gandhi?
Abbiamo il desiderio di comunicare ai giovani la lieta novella che Gesù è vivo, è presente in mezzo alla gente e noi lo abbiamo incontrato?

“Tu Signore, che sei tornato a governare la barca di Pietro, dimmi, perché non ne siamo capaci?
Perché non abbiamo il coraggio di dire: “Vieni e vedi?”
Come ad esempio con la mostra sulla “Sacralità della Famiglia”, che Tu, Signore, e la Madre Santa, avete voluto offrire a chi l’avesse accolta, anche attraverso noi piccoli,
come si accoglie la buona notizia...

“Guardate, nulla è perduto, tutto si può ancora ricomporre, sperare e ricominciare su di un piano d’intesa diverso”.

Così recita il testo che Tu Signore ci hai donato
e che abbiamo fedelmente trascritto nelle didascalie
della mostra fotografica. Eppure, talvolta, essa vien rifiutata con qualche scusa... non interessa...
e la Tua Grazia passa inosservata!

Signore, perdonaci se non sappiamo ancora comunicare
la Fede in Gesù Risorto e Vivente in mezzo alla gente.
Perdonaci se non osiamo sfidare le convenzioni e
spogliarci di quel che possediamo o delle nostre paure,
se non sappiamo ancora amarci tra noi,
se non sappiamo staccarci dalle comode abitudini
per abbracciare totalmente Te, o Signore,
che sei venuto a salvarci. Perdona la nostra povera fede!

Signore, donaci di poter fare qualcosa;
donaci la spinta a proporre senza stancarci,
e a perseverare nella preghiera.
Signore, io non so spiegarmi cosa sia accaduto, ma Tu
che sai tutto, e tutto puoi, ti prego provvedi, non lasciar
che l’Italia e l’Europa si facciano rapinare della Fede
da quel demonio infame, che si mimetizza e intanto
fa scempio di intere generazioni.

Ti prego, Signore, provvedi Tu! Io ti offro me stessa.
Io ho solo il Rosario, che Padre Pio chiamava “l’arma”,
e con questo prego. Pensaci Tu, Signore e, se mi vorrai
ancora indicar cosa fare: “nel tuo nome getterò le reti”. Grazie Signore Gesù, mio Salvatore!

 

 

 

(ritorna a "MOSTRA FAMIGLIA")

 

 

 
   
 
A.Vo.S.S. (ONLUS) Casella Postale n.5 - 20900 Monza (MI)  e-mail: info@avoss.it   segreteria@avoss.it